Appalti pubblici, rivoluzione silenziosa: anche i dirigenti potranno ricevere gli incentivi

di Pietro Grosso - 05/08/2025

Nel panorama sempre mutevole del diritto amministrativo, poche novità hanno il potere di scardinare consolidati principi giuridici con la forza dirompente del recente Decreto Infrastrutture.

Una rivoluzione copernicana nel sistema degli incentivi

Il D.L. 73/2025, entrato in vigore il 21 maggio scorso, ha infatti operato una vera e propria rivoluzione copernicana nel sistema degli incentivi per le funzioni tecniche, aprendo finalmente le porte della premialità anche al personale dirigenziale.

Per comprendere la portata di questa innovazione, occorre fare un passo indietro e ricordare che il principio dell'onnicomprensività del trattamento economico dirigenziale, sancito dall'articolo 24 del decreto legislativo 165/2001, rappresentava da oltre vent'anni una sorta di murus inexpugnabilis - un muro invalicabile - che impediva ai dirigenti di accedere a qualsiasi forma di incentivo aggiuntivo rispetto al loro stipendio base.

Questo principio, nato dall'esigenza di razionalizzare e contenere la spesa pubblica, aveva tuttavia creato nel tempo un paradosso difficilmente sostenibile: mentre il personale tecnico di livello inferiore poteva beneficiare degli incentivi previsti dall'articolo 45 del decreto legislativo 36/2023 per lo svolgimento delle funzioni tecniche elencate nell'Allegato I.10 al Codice appalti, i dirigenti - pur essendo spesso i veri responsabili del buon esito delle procedure - rimanevano esclusi da ogni forma di riconoscimento economico aggiuntivo.

Le premesse normative: dal correttivo al Codice al parere ANAC

La strada verso questa svolta era stata preparata dal decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209, il cosiddetto "Correttivo al Codice Appalti", che aveva eliminato l'esplicita esclusione dei dirigenti dalla platea dei beneficiari degli incentivi modificando il comma 4 dell'articolo 45 del decreto legislativo 36/2023.

Tuttavia, come aveva saggiamente osservato l'ANAC nel suo parere del 9 aprile 2025, n. 14, quella modifica aveva creato più dubbi che certezze, lasciando in una zona grigia l'effettiva possibilità per i dirigenti di accedere agli incentivi. L'Autorità aveva infatti rilevato che, pur essendo stata soppressa l'esclusione esplicita del personale dirigenziale, la mancanza di una deroga espressa al principio di onnicomprensività sancito dall'articolo 24 del decreto legislativo 165/2001 rendeva comunque problematica l'applicazione della norma ai dirigenti.

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