Approvato il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022

di Redazione tecnica - 03/05/2022

Approvato il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022. Ad informarlo è il Commissario straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

L'ordinanza

Il Commissario straordinario ha, infatti, varato l'Ordinanza 28 aprile 2022, n. 126 che è stata inviata alla Corte dei Conti e che entrerà in vigore quindi dopo il visto di legittimità. Con l'ordinanza arriva il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022 e si stabilisce un aumento del costo parametrico del 25% per gli immobili produttivi e del 20% per gli immobili residenziali. Si prevedono tuttavia particolari maggiorazioni che fanno lievitare il contributo concedibile per gli edifici uni e bifamiliari isolati di un ulteriore 25%, per quelli con danni gravissimi, e del 20%  per gli altri, e vengono introdotti meccanismi che portano il contributo ad aumentare, in alcuni casi, di quasi il 50%. Per gli immobili produttivi il nuovo costo parametrico viene maggiorato di un ulteriore 30% per gli edifici in cemento armato e del 40% se realizzati in acciaio.

Un pacchetto di misure straordinarie - ha affermato il Commissario Straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini - che risponde in modo adeguato alla grave sofferenza delle imprese, conseguente al forte aumento dei prezzi, e torna a rendere competitiva la ricostruzione post sisma, riconoscendo un aumento del contributo pubblico, oltre che per il futuro, a tutti i lavori effettuati a partire da luglio 2021”. L’Ordinanza è stata varata con l’intesa della Cabina di Coordinamento per contrastare “l’eccezionale aumento dei costi delle materie prime e far sì che il processo di ricostruzione, dopo le difficoltà dei mesi scorsi, possa ora riprendere, senza ulteriori ostacoli, per soddisfare le legittime aspettative dei cittadini colpiti dal sisma”.

Il prezzario e il costo parametrico

Il Prezzario Unico 2022 ed il nuovo costo parametrico potranno essere applicati, oltre che alle nuove richieste di contributo, a quelle già presentate e non ancora approvate, ma anche a quelle precedentemente decretate, con trattamenti differenziati tra i decreti emanati prima del 31 dicembre 2020 e quelli dal primo gennaio 2021, relativamente alle lavorazioni effettuate a partire da luglio 2021.

Il costo parametrico, che di fatto rappresenta il tetto massimo al contributo concedibile, verrà d’ora in avanti aggiornato ogni sei mesi, “garantendo così – ha spiegato Legnini – che le somme messe a disposizione dallo Stato per la ricostruzione post sisma 2016 restino in linea con l’andamento reale dei costi, anche in una fase di grande volatilità come quella attuale”.

“La ricostruzione post sisma 2016 – ha aggiunto il Commissario – aveva registrato un notevole balzo avanti nel corso del 2021, nonostante le difficoltà attraversate negli ultimi due anni, legate alla pandemia. Negli ultimi mesi, purtroppo, a causa dell’esplosione dei prezzi dovuta alla diffusione del 110% e ora della guerra, che ha determinato gravissime difficoltà nel reperimento di materiali e imprese disponibili, si è determinato prima un rallentamento e poi un blocco di molti cantieri. Con la nuova ordinanza sui prezzi intendiamo mettere in sicurezza la ricostruzione che, sotto il profilo finanziario, è tornata ad essere una ricostruzione molto generosa, anche grazie alla stabilizzazione fino al 2025 del Superbonus 110% per tutte le categorie di edifici residenziali. E’ generosa e liquida, come dimostrano i 230 milioni di euro di lavori pagati alle imprese in questi primi tre mesi dell’anno".

"Ci sono adesso tutte le condizioni - conclude Legnini - per guardare con maggiore serenità al futuro, serve ora più che mai un rinnovato impegno di tutti gli attori della ricostruzione, a partire dai professionisti e dalle imprese, ai quali mi permetto di rivolgere un appello a tornare a guardare con fiducia alla ricostruzione”.

Prezzario Unico 2022

Il nuovo Prezzario Unico Cratere, PUC 2022, è stato messo a punto da un gruppo di lavoro composto dalla Struttura commissariale, i rappresentanti delle Regioni, della società Dei, degli Uffici Speciali della Ricostruzione regionali, anche a seguito di un confronto con le associazioni delle imprese di costruzione. Le revisioni più importanti dei prezzi, rispetto alla vecchia edizione del 2018, riguardano calcestruzzo, acciaio, legname, bitume, ponteggi, serramenti e impianti. I prezzi di questi materiali hanno subito incrementi molto consistenti anche nei primi mesi del 2022, come il legno (+30%), acciaio (+50%), laterizi (+30%), isolanti e nolo ponteggi (+50%), che sono stati recepiti nel Prezzario determinando scostamenti percentuali differenziati in funzione dell’incidenza della mano d’opera necessaria per la posa in opera del manufatto.

Come si applica il PUC 2022

Il Prezzario Unico 2022 si applica, per la ricostruzione privata, alle nuove domande di contributo, a quelle pendenti alla data di entrata in vigore dell’Ordinanza, alle domande per le quali sia stato decretato il contributo dopo il primo gennaio 2021 e, per i decreti precedenti, limitatamente alle lavorazioni effettuate dal 1° luglio 2021.

Per la ricostruzione pubblica il nuovo Prezzario si applica ai contratti di appalto stipulati dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza, ai progetti in corso di elaborazione e ai lavori eseguiti a partire dal primo luglio 2021.

Come si rideterminano i prezzi

In entrambi i casi sarà il direttore dei lavori ad accertare le quantità dei lavori realizzati ed i materiali impiegati nelle lavorazioni contabilizzate dal luglio ’21 e a rideterminare, sulla base di PUC 2022, i maggiori importi dovuti che saranno corrisposti nella liquidazione dei Sal, gli stati di avanzamento dei lavori.

PUC 2022 e Prezziari regionali

Per tutto l’anno in corso sarà possibile utilizzare alternativamente il PUC 2022 o, anche rispetto alle singole voci, il prezzario regionale di riferimento.

Il costo parametrico per gli immobili residenziali

Insieme all’adozione del nuovo Prezzario viene aumentato il costo parametrico relativo alla ricostruzione privata, in coerenza con l’andamento dei prezzi di costruzione dei fabbricati rilevati dall’Istat. L’incremento per i fabbricati residenziali è del 20% (comprensivo di quello del 6% deciso temporaneamente a settembre 2021). Il contributo viene inoltre maggiorato del 20% per gli interventi di riparazione dei danni meno gravi su tutti gli edifici isolati unifamiliari e bifamiliari, e del 25% per i danni gravissimi (L4). Per gli edifici isolati uni e bifamiliari, inoltre, il primo scaglione del costo parametrico si estende a 220 metri quadri.

Il nuovo costo parametrico si applica alle nuove domande, a quelle già presentate ma non ancora decretate e, sulla base di un’istanza del professionista, anche ai decreti di concessione del contributo emanati dopo il 1° gennaio 2021.

Qualche esempio concreto

In virtù di questi accorgimenti l’incremento nominale del 20% del costo parametrico si traduce in un aumento effettivo molto più rilevante per alcune fattispecie, e superiore al 50%. Per un edificio isolato unifamiliare di 150 metri quadri con danno grave (L3), ad esempio, il contributo massimo concedibile (determinato dal nuovo parametrico e dalle maggiorazioni) passa da 183 mila a 270 mila euro, con un incremento del 47,5%. Per una casa isolata bifamiliare con danno gravissimo (L4), il contributo massimo sale da 211 mila a 326 mila euro, con una crescita del 54%.

Il costo parametrico per gli immobili produttivi

Il costo parametrico per i fabbricati produttivi aumenta, invece, del 25%, con una maggiorazione del 30% per gli edifici realizzati in cemento armato, e del 40% se realizzati in acciaio. In questi ultimi casi l’aumento effettivo del contributo risulta superiore al 60%.

Osservatorio e aggiornamento semestrale prezzi

I costi parametrici, da ora in avanti, verranno adeguati ogni sei mesi sulla base dell’indice Istat, mentre viene istituito un “Osservatorio”, composto anche da rappresentanti delle imprese e dei professionisti, con il compito di segnalare al Commissario variazioni significative nell’evoluzione dei prezzi e suggerire eventuali interventi.

Fondi per le compensazioni

L’Ordinanza istituisce un fondo di 50 milioni di euro per le compensazioni dei maggiori costi emersi nella realizzazione delle opere pubbliche, ed un fondo da 100 milioni di euro per l’adeguamento degli importi delle opere pubbliche finanziate dalle Ordinanze 105 e 109 rispetto a quelli stimati in precedenza.

Viene poi incrementato di 40 milioni il Fondo per adeguare gli importi delle opere previste dalle Ordinanze Speciali ed incrementato di 50 milioni il Fondo per la rimozione delle macerie. Si stanziano, infine, 10 milioni per il finanziamento della ricostruzione degli edifici di proprietà mista pubblico-privata.

Stati di avanzamento lavori

Per agevolare ulteriormente l’attività delle imprese e garantire le attività della ricostruzione privata, si dispone, per tutto il 2022, la possibilità di presentare uno Stato di avanzamento lavori (Sal) intermedio ed ulteriore rispetto a quelli previsti. Si prevede, poi, la possibilità concedere l’anticipo del 30% dell’importo dei lavori anche dopo il loro avvio, ed entro il secondo stato di avanzamento dei lavori.

Più flessibilità nella consegna dei lavori

I cittadini avranno poi la possibilità di indicare il nome dell’impresa esecutrice dei lavori entro 120 giorni, e non più 60, dalla data di concessione del contributo.

I termini per la conclusione dei lavori della ricostruzione privata e pubblica vengono prorogati in via eccezionale di 90 giorni.

Recupero delle domande per i danni lievi

L’Ordinanza apre una nuova possibilità per chiudere le domande di riparazione dei danni lievi, i cui termini di presentazione sono scaduti a novembre 2020. Si prevede che le domande presentate entro termini potranno essere integrate degli elementi necessari entro il 30 giugno 2022 e, comunque, entro 90 giorni decorrenti dall’eventuale decreto di rigetto della domanda stessa.

Delocalizzazioni

Una nuova norma contenuta nell’Ordinanza prevede il riconoscimento della maggiorazione del 30% del contributo ai progetti che prevedano una delocalizzazione del sito di ricostruzione “imposta da provvedimenti della pubblica amministrazione”, al pari di quanto avviene per le delocalizzazioni dovute all’instabilità dei terreni.



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