Attestazioni OIV 2026: le novità sugli obblighi di trasparenza

di Redazione tecnica - 16/05/2026

Comuni, enti pubblici, società partecipate e organismi di valutazione si preparano al nuovo ciclo di attestazioni ANAC sugli obblighi di trasparenza, che per il 2026 introduce anche una prima verifica sul livello di adeguamento agli standard digitali della sezione “Amministrazione trasparente”.

Conferma ne è la delibera ANAC del 15 aprile 2026, n. 168, con cui vengono definite modalità operative, tempi e contenuti delle attestazioni che gli OIV, o gli organismi con funzioni analoghe, dovranno predisporre con riferimento agli adempimenti di trasparenza relativi all’annualità 2025.

La delibera conferma innanzitutto il ruolo centrale degli OIV nel sistema dei controlli sulla trasparenza amministrativa, rafforzando il collegamento tra prevenzione della corruzione, qualità delle informazioni esposte online e corretto adempimento delle prescrizioni previste dal D.Lgs. n. 33/2013, con l’obiettivo di accompagnare amministrazioni, enti e società pubbliche verso un modello sempre più strutturato, interoperabile e verificabile anche in forma automatizzata.

Attestazioni OIV 2026: enti e amministrazioni coinvolti negli obblighi di trasparenza

Il provvedimento riguarda tutte le amministrazioni e gli enti richiamati dall’art. 2-bis del D.Lgs. n. 33/2013 e introduce alcune novità particolarmente rilevanti, soprattutto sul fronte della standardizzazione digitale dei dati pubblicati nelle sezioni “Amministrazione trasparente”.

L’ambito soggettivo della delibera è particolarmente ampio e comprende non solo le pubbliche amministrazioni in senso stretto, ma anche enti pubblici economici, società in controllo pubblico, società partecipate, ordini professionali, fondazioni e associazioni rientranti nel perimetro della norma.

Per tutti questi soggetti gli OIV, o gli organismi equivalenti, saranno chiamati ad attestare la situazione delle pubblicazioni obbligatorie con riferimento allo stato dei dati presenti al 15 giugno 2026.

Le verifiche riguarderanno tutti i dati e i documenti riferiti all’annualità 2025, cioè gli atti prodotti, adottati o da adottare entro il 31 dicembre 2025 sulla base della normativa vigente o dell’organizzazione interna dell’ente.

Nei casi in cui l’ente sia privo di OIV, le attività di attestazione dovranno essere svolte dal RPCT oppure, per alcune tipologie di soggetti, dal rappresentante legale o dall’organo di controllo eventualmente previsto.

Gli obblighi di pubblicazione da attestare

Per le pubbliche amministrazioni il controllo interesserà le quindici aree considerate maggiormente rilevanti sotto il profilo della trasparenza e dell’utilizzo delle risorse pubbliche: atti generali, organizzazione dell’ente, incarichi a consulenti e collaboratori, personale, performance, procedimenti amministrativi, provvedimenti, contributi economici, bilanci, controlli sull’amministrazione, servizi erogati, pagamenti, pianificazione territoriale, interventi emergenziali, bandi di gara e contratti.

Proprio sul tema dei contratti pubblici si concentra una delle parti più significative della delibera.

ANAC collega infatti il nuovo sistema delle attestazioni alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti introdotta dal D.Lgs. n. 36/2023, ricordando che la trasparenza deve ormai coordinarsi con le piattaforme di approvvigionamento digitale e con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP).

Gli OIV dovranno quindi verificare non soltanto la presenza dei dati nella sezione “Amministrazione trasparente”, ma anche il corretto utilizzo dei collegamenti alla BDNCP e alle piattaforme interoperabili, controllando che i link siano diretti, funzionanti e riferiti a documenti non modificabili, completi di data e firma certa.

La novità degli standard digitali e dei dati strutturati

L’aspetto più innovativo della delibera n. 168/2026 riguarda però la nuova verifica sulla conformità agli standard digitali definiti da ANAC con la delibera n. 495 del 25 settembre 2024.

Per il ciclo di attestazione 2026 gli OIV saranno infatti chiamati ad effettuare anche una verifica ricognitiva sul livello di adeguamento degli enti ai nuovi modelli standardizzati di pubblicazione dei dati. In pratica, non sarà più sufficiente controllare soltanto se un documento sia stato pubblicato, ma occorrerà valutare anche le modalità con cui quel dato viene esposto online.

Per accompagnare questa transizione, ANAC individua tre differenti livelli di conformità:

  • la “piena conformità” ricorre quando i dati sono pubblicati in formato aperto, strutturato e interoperabile, con metadati organizzati secondo gli schemi tecnici definiti dall’Autorità. In questo caso le informazioni risultano immediatamente leggibili anche dai sistemi automatici;
  • la “conformità parziale” riguarda invece le situazioni in cui l’ente abbia avviato il processo di standardizzazione ma utilizzi ancora modalità incomplete, come file Excel o CSV privi dei metadati richiesti;
  • la “non conformità”, infine, viene associata alle pubblicazioni esclusivamente documentali, ad esempio PDF o scansioni prive di struttura dati interoperabile.

La stessa Autorità precisa però che, almeno per il 2026, questa parte della verifica avrà finalità esclusivamente conoscitive e statistiche e non produrrà effetti diretti sul giudizio finale relativo all’assolvimento degli adempimenti di trasparenza.

Gli allegati: griglie, schede e istruzioni operative

Alla delibera è allegata tutta la documentazione operativa necessaria per la gestione delle attestazioni OIV, elemento particolarmente utile per RPCT, segretari comunali, responsabili della trasparenza e organismi di valutazione impegnati nella predisposizione delle verifiche.

Tra gli allegati sono infatti disponibili le griglie di rilevazione, le schede di monitoraggio, i modelli di attestazione e i documenti tecnici di supporto destinati alle diverse categorie di amministrazioni ed enti coinvolti dal provvedimento.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle nuove verifiche sulla conformità agli standard digitali introdotti da ANAC, rispetto alle quali gli allegati forniscono indicazioni tecniche utili per comprendere il livello di adeguamento richiesto nella sezione “Amministrazione trasparente”.

Tempistiche e modalità operative

Anche per il 2026 tutte le attività dovranno essere svolte tramite l’applicativo web “Attestazioni OIV” disponibile sul portale ANAC. L’applicazione consentirà agli organismi di valutazione di compilare le schede di rilevazione, validare le verifiche effettuate ed estrarre automaticamente i documenti da pubblicare nella sezione “Amministrazione trasparente”.

La fase di rilevazione partirà dal 16 giugno 2026 e dovrà fotografare la situazione aggiornata al 15 giugno 2026. La pubblicazione dell’attestazione e della relativa scheda di verifica dovrà invece avvenire entro il 30 luglio 2026 a cura del RPCT.

È prevista una fase di monitoraggio soltanto nei casi in cui gli indicatori di qualità non raggiungano il livello massimo di adempimento. In presenza di criticità relative a pubblicazione, completezza, aggiornamento o formato dei dati, gli OIV dovranno verificare entro il 30 novembre 2026 se l’ente abbia provveduto a sanare le carenze riscontrate.

Se le inadempienze dovessero permanere anche dopo questa fase, l’organismo di valutazione sarà tenuto a predisporre un elenco dettagliato delle omissioni rilevate, documento che dovrà essere pubblicato entro il 15 gennaio 2027.

Responsabilità e controlli ANAC

La delibera richiama espressamente il sistema di responsabilità previsto dal D.Lgs. n. 33/2013, ricordando che il mancato rispetto degli obblighi di pubblicazione rileva ai fini della responsabilità dirigenziale e può avere effetti sulla valutazione della performance e sulla retribuzione di risultato.

È previsto inoltre un controllo a campione da parte di ANAC finalizzato a verificare la coerenza tra quanto attestato dagli OIV e quanto effettivamente pubblicato nelle sezioni “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente”.

Nei casi più rilevanti potrà anche essere attivato un controllo documentale della Guardia di Finanza sull’esattezza dei dati attestati, a conferma di un sistema di vigilanza che punta sempre più sulla qualità, sulla completezza e sulla reale accessibilità delle informazioni pubblicate dagli enti.



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