Caos bonus edilizi, gli architetti scrivono al Governo

di Redazione tecnica - 30/04/2022

Superbonus e bonus edilizi, servono maggiori certezze e modalità operative più efficaci: a confermarlo sono gli architetti dell’Ordine di Roma, che, facendosi portavoce di oltre 80mila professionisti in Italia, hanno chiesto un confronto al Governo, finalizzato a individuare una nuova formula per incentivare la fiscalità d’impresa e favorire il rilancio dell’edilizia.

Bonus edilizi, gli architetti chiedono confronto al Governo

Con questo obiettivo è stata quindi pubblicata una lettera aperta, emblematicamente titolata con “Bonus edilizi. Serve una via di uscita”, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. L’iniziativa, promossa dall’Ordine degli Architetti di Roma, supportata dalla Federazione degli Ordini degli Architetti del Lazio e a cui hanno aderito gli Ordini di 44 province italiane, in rappresentanza di oltre 80mila iscritti, punta a tutelare la collettività e, soprattutto, i professionisti, che scontano gli effetti degli strumenti messi in campo dal Governo.

Strumenti che sulla carta avrebbero dovuto semplificare gli iter per superbonus e bonus edilizi ma che, al contrario si sono rivelati fallimentari: le numerose modifiche normative in 2 anni ne sono prova, a conferma del fatto che si lavora nell’incertezza e continui rallentamenti nell’esecuzione delle opere.

La lettera degli architetti

Scrivono gli architetti: “Di fronte a una norma scritta male, ci si domanda se l’Esecutivo e gli uffici che intervengono nel processo legislativo conoscano i tempi di progettazione e realizzazione di un intervento edilizio. La realtà parla di professionisti che si ritrovano oggi con lavori fatti o quasi conclusi, senza alcuna possibilità di cessione del credito o sconto in fattura, con l’unica prospettiva di un aumento di contenziosi e azioni legali”.

Nella missiva si paragona la “triste vicenda vera” dei bonus edilizi al teatro dell’assurdo: “Professionisti, associazioni di categoria, Rete Tecnica delle professioni, da tempo rappresentano il loro disappunto sulle decisioni prese: eppure non sono mai stati consultati”. I professionisti propongono dunque un dialogo per tracciare una strada nuova, lineare e senza insidie a ogni passo.

Inevitabile il riferimento alle difficoltà in cui si opera: “Oggi continuiamo il nostro impegno professionale perché rispettiamo i nostri committenti, le persone con cui abbiamo preso un impegno, ma operiamo in una situazione insostenibile. Disorientati, imprese e professionisti, non sono più in grado di sostenere il peso di scelte sbagliate, come ci testimoniano le numerose segnalazioni che ogni giorno provengono dai nostri iscritti”.

La lettera si chiude con un appello al Governo, per “cambiare strada e trovare una nuova formula per incentivare la fiscalità d’impresa e il rilancio dell’edilizia, settore ormai bloccato da decenni”.



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