Caro materiali e Superbonus, i colpevoli sono altrove

di Redazione tecnica - 20/05/2022

Una delle dichiarazioni che ha fatto più scalpore in tema Superbonus, è quella fatta recentemente dal Premier Mario Draghi davanti al Parlamento Europeo, quando il presidente del Consiglio ha sconfessato l’utilizzo dell’incentivo fiscale, colpevole dell’aumento sconsiderato dei prezzi dei materiali e delle forniture.

Un’affermazione forte, che ha contribuito alla disaffezione che professionisti e imprese – ma anche committenti – iniziano a mostrare nei confronti della detrazione fiscale più controversa nell’intero sistema dei bonus edilizi italiani.

Caro materiali, i bonus edilizi non c'entrano nulla

Ma il problema del caro prezzi in realtà viene da molto più lontano: ne ha parlato anche il Centro Studi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) evidenziando i dati rilevati da Istat e da Eurostat sull'aumento dei costi delle materie prime.

L’analisi è sorprendente: a differenza di quanto ritiene (o semplicemente racconta) la classe politica, il 110% e in generale tutti i bonus edilizi non hanno avuto alcun ruolo importante sul problema dell’aumento dei prezzi dei materiali, che siano materie prime o semilavorati.

Lo dimostra il fatto che negli ultimi 4 mesi del 2021, l’indice dei prezzi delle costruzioni ha avuto un incremento del 20% sui dodici mesi nei 27 paesi UE. Rispetto a questo dato, l’Italia si colloca in una fascia sotto la media, registrando con un incremento del 9,7%. Non solo: in Paesi dove non esistono bonus fiscali legati al settore delle costruzioni, gli aumenti sono ancora più consistenti. Ne sono esempi la Germania (+24,1%), la Spagna (+19%), la Scandinavia, con rialzi tra il 23 e addirittura il 32%. Per non parlare dei dati allarmanti della Repubblica Ceca (+43%) e dell’Ungheria (+74%).

Ritardi forniture: non è colpa del Superbonus

Allo stesso modo del caro materiali, CNA reputa ingiusta l’accusa mossa al Superbonus verso le difficoltà di approvvigionamento, secondo l’equazione per cui maggiori sono le richieste, maggiore è l’attesa. In realtà è l’accelerazione della domanda globale ad avere messo in crisi nell’ultimo anno la puntualità delle forniture in molti settori in tutta Europa: in Francia, ad esempio, senza bonus edilizi e con un mercato delle costruzioni in fase di ristagno, il numero delle imprese che lamentano un rallentamento dell’attività a causa dei ritardi nelle consegne è salita del 35%.

Occorre quindi allargare il campo di indagine, o meglio guardare altrove: nonostante le accuse, Superbonus e bonus edilizi vanno assolti, quanto meno per quanto riguarda le problematiche legate ai materiali.



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