Confprofessioni: Pnrr tra crescita economica e divario territoriale

di Redazione tecnica - 28/09/2021

ConfProfessioni pubblica il “Bollettino” del terzo trimestre 2021 e mette in evidenza due indicatori da monitorare con attenzione nei prossimi mesi, per valutare se il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) porterà effettivamente a una ripresa strutturale del Paese. Da questo punto di vista, ci sono segnali contrastanti.

PNRR: i due parametri da tenere sotto controllo

Secondo la Confederazione, i dati da tenere in considerazione sono:

  • la solidità della crescita economica nei prossimi anni;
  • la riduzione dei divari territoriali tra le regioni del Nord e quelle del Sud.

Nel bollettino vengono quindi presi in esame quattro approfondimenti di medio-lungo periodo:

  1. analisi degli andamenti trimestrali degli ultimi tre anni (2018-20);
  2. variazioni decennali nelle professioni, tra il 2019 e il 2020;
  3. analisi degli occupati per professione;
  4. dinamiche di lungo periodo dello sviluppo economico nelle regioni italiane (1995-2019).

Bollettino Confprofessioni: analisi andamenti trimestrali 2018-20

A fronte di una pesante caduta del Pil (-8,4%), dal 2019 al 2020 il calo dei liberi professionisti è stato contenuto al -2,8%. Secondo la Confederazione, è difficile stabilire se ciò sia dovuto ai ristori governativi oppure a una sorta di resilienza del mondo professionale che ha consentito di mantenere attivi gli studi professionali durante la pandemia.

ConfProfessioni: variazioni decennali, tra il 2019 e il 2020

Il secondo approfondimento contenuto nel Bollettino prende in esame le variazioni decennali nelle professioni, tra il 2019 e il 2020, evidenziando come, a fronte di nove gruppi professionali in calo di oltre il 10%, ve ne siano 12 che crescono oltre il 10%. Il 2020 è l’unico anno con segno “meno” dell’intero decennio 2010-2020.

Libere professioni: analisi degli occupati

Per comprendere meglio il fenomeno, vengono quindi analizzati i comparti con maggiore crescita decennale del lavoro indipendente, dove spiccano le professioni tecnico-scientifico-informatiche e quelle legate alla creatività.

Analisi sviluppo economico nelle regioni italiane (1995-2019)

L’indagine dedicata alle dinamiche di lungo periodo dello sviluppo economico nelle regioni italiane (1995-2019) conferma quanto emerso confrontando i “Rapporti regionali sulle libere professioni” pubblicati dall’Osservatorio nei mesi scorsi: si accentua il divario Nord-Sud, nonostante le politiche di riequilibrio sperimentate in questi ultimi tre decenni. Ed è su questo punto che si gioca la partita dell’efficacia del PNRR: una modifica in senso positivo dei dati sarà sia la spia della crescita economica che del successo del piano messo a punto dall’attuale governo per la ripresa.



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