Contratto di avvalimento: è valido anche senza firma digitale?
di Redazione tecnica - 23/07/2025

Cosa accade se, in sede di gara, viene presentato un contratto di avvalimento scansionato, firmato digitalmente da una sola parte e in forma autografa dall’altra? È sufficiente per rispettare i requisiti dell’art. 104 del Codice dei contratti pubblici? E in che modo si concilia questa modalità con il principio del risultato?
A queste domande ha risposto il TAR Campania, con la sentenza del 14 luglio 2025, n. 5928, offrendo una lettura sistematica della normativa vigente e dei principi applicabili in materia di digitalizzazione e validità degli atti contrattuali nel contesto degli appalti pubblici.
Omessa firma digitale nel contratto di avvalimento: è nullo oppure no?
La vicenda riguarda una procedura aperta indetta da una Regione ai sensi dell’art. 71, comma 1, del d.lgs. n. 36/2023, per la conclusione di un Accordo Quadro articolato in due lotti. L’aggiudicazione è stata impugnata dal concorrente secondo classificato, che ha contestato la validità del contratto di avvalimento prodotto dall’RTI aggiudicatario.
Secondo la ricorrente, il contratto:
- non sarebbe stato nativo digitale, essendo infatti stato presentato come scansione firmata digitalmente solo dall’ausiliata, con firma autografa dell’ausiliaria e allegazione del documento d’identità;
- non risultava firmato digitalmente da entrambe le parti;
- non recava la marcatura temporale, risultando dunque inidoneo a provare la sua anteriorità rispetto al termine di presentazione dell’offerta.
Da qui, la presunta violazione dell’art. 104 del Codice dei contratti, per difetto di forma scritta ad substantiam e assenza della marcatura temporale.
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