Crediti fiscali, cessione a tassi da usura: richiesto l’intervento del Governo e di ABI

di Redazione tecnica - 17/01/2023

Gli ultimi dati diffusi da Enea con il recente report sul Superbonus aggiornato al 31 dicembre 2022 forniscono diversi spunti di riflessione sull'efficacia della misura che l’attuale Governo, in continuità con l’esecutivo precedente, ha profondamente modificato. Con un punto in comune: lo stallo sui crediti fiscali, che sta portando anche a fenomeni speculativi legati alla cessione.

Superbonus e cessione del credito: l'allarme di Federcepicostruzione sui tassi d'interesse

L’allarme arriva da Federcepicostruzioni, che ricorda che sono oltre 40mila le imprese che hanno nei propri cassetti fiscali i crediti generati dagli sconti in fattura concessi per lavori eseguiti con il superbonus, per un importo complessivo di oltre 16 miliardi. “Cassetti fiscali pieni e casse vuote: abbiamo chiesto al Governo di indiviiduare soluzioni concrete, percorribili e sostenibili, o in primavera gli effetti sul settore potrebbero essere devastanti”, ha dichiarato a dicembre il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi.

E anche gli ultimi dati diffusi da Enea, rendono l’idea delle proporzioni di questa problematica: oltre 62,4 miliardi di investimenti ammessi alle detrazioni, dei quali 46,6 per lavori conclusi. “Nello scarto tra i due importi – commenta il presidente Lombardi - ci sono anche i lavori fermi di quelle imprese che non riescono a cedere i crediti. Una quota di questi miliardi che non riescono a diventare lavori realizzati è indubbiamente rappresentata proprio da crediti incagliati. Improcrastinabile ed urgente, quindi, una decisione”.

La speculazione del sistema bancario e finanziario

Ma il problema più grande rimane la modalità di cessione del credito. Le recenti modifiche normative hanno reso operativa la "quarta cessione" e introdotto la possibilità di convertire i crediti in finanziamenti. “Sono tantissime le imprese che continuano ogni giorno a scontrarsi con difficoltà insormontabili. Ad esempio un atteggiamento palesemente speculativo da parte dei soggetti preposti a rilevarli, che per acquisire i crediti da Superbonus a 4 anni, chiedono interessi e commissioni che variano dal 25 al 30%: siamo fuori da ogni logica e da ogni regola di mercato”.

Lombardi definisce assurde le pretese del sistema bancario e finanziario, motivo per cui tantissime imprese, strozzate da queste non riescono più a stare nei costi e a garantire i lavori appaltati.

La soluzione richiesta è un intervento urgente e risolutivo. “Invieremo quanto prima un appello al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti - conclude il presidente Lombardi - e al presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, affinché si intervenga sollecitamente non solo per rendere più agevole e fluido il meccanismo della cessione, ampliando il più possibile le possibilità di utilizzo dei crediti acquisiti, ma anche per frenare questi atteggiamenti palesemente speculativi, che costringono le imprese a rinunciare anche al 30% di quanto fatturato, pur di monetizzare crediti che altrimenti rimarrebbero nei cassetti”.



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