Demolizione opere abusive: il nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale

di Redazione tecnica - 03/03/2023

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° marzo 2023, n. 51, il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 29 novembre 2022, recante Modifiche al decreto 16 settembre 2022 di assegnazione di contributi ai comuni per gli interventi di demolizione delle opere abusive. 

Fondo demolizione opere abusive: in Gazzetta il nuovo Decreto

Ricordiamo che, come specificato nel Decreto del 16 settembre 2022, ai sensi dell’art. 3, comma 5 del decreto interministeriale n. 254 del 23 giugno 2020, erano stati ammessi al contributo con riserva di integrazione documentale gli interventi di demolizione delle opere abusive di cui all’elenco B allegato al provvedimento, per un importo complessivo pari ad euro 1.169.575,54, a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma 26 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018).

L’accesso ai fondi riguarda interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire, di cui all'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) e per i quali è stato adottato un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione non eseguito nei termini stabiliti.

Con il nuovo decreto, l’elenco B contenuto nel Decreto del 16 settembre 2022, viene sostituito dal nuovo elenco allegato al provvedimento, per un importo complessivo dei contributi pari ad euro 936.334,30. L’elenco contiene gli interventi ammessi ai contributi, così distribuiti: 1 in Lombardia, 12 in Sicilia, 1 in Calabria, 4 in Puglia e 1 in Emilia Romagna.

I fondi per la demolizione opere abusive: spese ammesse

Il DM n. 254/2020 prevede che le somme assegnate ai comuni per ciascun intervento sono pari al 50% del costo totale dello stesso, indicato al momento della presentazione della domanda e risultante dal quadro tecnico economico.

Sono incluse le spese tecniche e amministrative, nonché quelle connesse alla rimozione, trasferimento e smaltimento dei rifiuti derivanti dalle demolizioni. Il restante 50% è a carico del bilancio comunale o di eventuali fondi di cui i Comuni già dispongano.

 

 

 



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