Dissesto idrogeologico e abusi edilizi: i prossimi interventi del MASE

di Redazione tecnica - 05/12/2022

La frana di Ischia, le misure a contrasto del dissesto idrogeologico del Paese, gli strumenti di pianificazione per la sicurezza, le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Sono quetsi i temi che il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha affrontato nel corso del question time a Montecitorio, in risposta a 5 diverse interrogazioni.

Rischio idrogeologico e misure di prevenzione: il piano del MASE

Partendo da quanto sucesso a Ischia, Pichetto Fratin ha evidenziato come il 49% del territorio dell’isola sia classificato a pericolosità elevata e molto elevata, con oltre 13.000 residenti in queste aree. Ma, fatto ancora più grave, oltre 3 milioni di euro sono stati stanziati più di 10 anni fa per interventi di stabilizzazione, ma essi risultano ancora in fase di progettazione.

Ischia è stata anche occasione per ribadire che il dissesto idrogeologico rappresenta un’emergenza nazionale che lo Stato non ha saputo affrontare efficacemente: è necessario quindi semplificare le procedure per l’attuazione e il finanziamento degli interventi, oltre che rafforzare strutture tecniche di supporto ai commissari straordinari. Sul punto, Pichetto Fratin ha specificato che il Piano è in via di formale definizione, contemplando 139 interventi e una spesa di oltre 350 milioni di euro a carico del bilancio del MASE.

Il Piano Nazionale di Adattamento Climatico e le altre attività previste

Allo stesso tempo, si intende adottare entro fine anno il Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico, attualmente sottoposto a procedimento di Valutazione Ambientale Strategica e che avrà nella lotta al dissesto idrogeologico un suo punto fermo. Questo significa che misure come il condono edilizio non saranno più avallate.

Ed entro fine anno, con la legge di Bilancio dovrebbe essere costituito un fondo per il contrasto al consumo del suolo, con una dotazione di 160 milioni di euro: “Ai 105 milioni previsti dalla Finanziaria del 2019 per la bonifica dei siti orfani è stato aggiunto l’investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un ammontare di 500 milioni, destinati agli interventi da intraprendere per la riqualificazione di almeno il 70% della superficie del suolo dei siti orfani, con lo scopo di ridurre l’occupazione del terreno e migliorare il risanamento urbano, obiettivo da raggiungere entro il primo trimestre del 2026”, spiega il Ministro.

Infine, tra le misure di contrasto al dissesto idrogeologico rientra anche il progetto CARG, ovvero la cartografia geologica e geomatica coordinato da ISPRA, utile anche alla progettazione di infrastrutture sicure e la salvaguardia dell’ambiente, così come la riforma del sistema ReNDiS, con risorse PNRR, volto a una sua semplificazione e ad efficientare le modalità di pianificazione e programmi di prevenzione e manutenzione del territorio.



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