Equo compenso, nuova fumata nera

di Redazione tecnica - 12/09/2022

Ha toni estermamente duri l’ultimo comunicato di ProfessionItaliane sullo status quo del disegno di legge relativo all’equo compenso. C’era grande attesa sulla Capigruppo al Senato del 6 settembre, che si è chiusa senza l’invio al voto in Aula del DDL. Nonostante da più parti fosse stata espressa la volontà di imprimere una svolta alla situazione, tutto si è risolto in un nulla di fatto.

Equo compenso, attesa infinita sul DDL

Ma non solo. L’Associazione spiega come nessuno se ne prenda la responsabilità. “In queste ore siamo costretti ad assistere ad un rimpallo di responsabilità da parte di alcune di queste forze politiche, che pure avevano approvato lo stesso testo alcuni mesi fa e che oggi sostengono, paradossalmente ed incoerentemente, che il disegno di legge ignora le richieste dei professionisti”.

Il testo del DDL secondo ProfessionItaliani è sicuramente suscettibile di miglioramenti, di cui però “si può discutere tranquillamente in un secondo momento, mentre vanno assicurate nell’immediato alcune tutele urgenti ed indispensabili.”

Equo compenso, stallo che dura da 4 mesi

Licenziato a maggio alla Camera, il DDL è ancora fermo in Senato. Il provvedimento sull'equo compenso nasce a tutela dei professionisti verso banche, assicurazioni, pubblica amministrazione ed imprese con più di 50 dipendenti, o con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, prevedendo appunto un compenso:

  • proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, alle caratteristiche della prestazione;
  • definito con i parametri dei decreti ministeriali di riferimento
  • aggiornato con cadenza biennale su proposta dei Consigli nazionali degli ordini o collegi professionali.

In caso si accerti l'iniquità del compenso pattuito, si prevede un indennizzo corrispondente alla differenza tra l’equo compenso e quanto già versato dal committente al professionista.

La richiesta delle Associazioni

Al di là di possibili modifiche e miglioramenti, ProfessionItaliane afferma, “a nome di 22 ordini e collegi professionali e di oltre due milioni di loro iscritti”, la necessità di portare il provvedimento nella sua versione attuale in discussione al Senato, considerando della massima urgenza e non più rinviabile la sua approvazione.

La speranza è riposta nella prossima Capigruppo, che si svolgerà martedì 13 settembre. “Questa battaglia giusta ha richiesto anni di lavoro lungo e complesso che ora rischia di essere disperso. ProfessionItaliane, indiscutibile rappresentanza del mondo professionale, chiede a gran voce che in quella occasione le forze politiche colgano l’ultima opportunità per mettere fine ad una situazione del tutto inaccettabile”.



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