Gare pubbliche di ingegneria e architettura: il mercato continua a crescere

di Redazione tecnica - 09/03/2023

Balzo in avanti a febbraio 2023 per le gare di ingegneria e architettura: come conferma il consueto report OICE/Informatel, il mese scorso sono stati indetti 562 bandi per 241 milioni di euro, registrando +51,5% in numero e + 28,2% in valore rispetto all'anno precedente. Numeri in crescita anche rispetto a gennaio 2023: il numero sale del 91,2% e il valore del 16,6%. In totale, nel primo bimestre del 2023 per servizi di architettura e ingegneria sono stati pubblicati 856 bandi con un valore di 447,8 milioni di euro (+37,8% in numero e +68,8% in valore sui primi due mesi del 2022), un dato trainato da 532 bandi per interventi PNRR.

Servizi di ingegneria e architettura: i dati sulle gare di febbraio 2023

Come spiega OICE, l’aumento dei bandi e del valore è dovuto anche al rilevante numero di concorsi di idee e di progettazione pubblicati nel mese di febbraio, dovuto alla scadenza, già prorogata dal Decreto Aiuti-bis dal 5 agosto 2022 al 18 febbraio 2023, per l’impegno delle risorse previste dal Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale, di cui l’omonima Agenzia, con una dotazione pari a 161,5 milioni e che andranno soprattutto a beneficio degli gli enti locali.

Di rilievo gli accordi quadro: a febbraio 2023 si rilevano 28 gare, lo stesso numero di gennaio, per 107,1 milioni di euro. Mentre sul totale del mese sono il 5,0% del numero e il 44,4% del valore, rispetto a febbraio 2022 rappresentano il +7,1% in numero e + 346% in valore. Forte la presenza di ANAS, che ha pubblicato 12 bandi per accordi quadro con un valore di 44 milioni che dovranno poi tradursi in contratti attuativi nei prossimi anni.

Si riscontra un andamento positivo anche per le gare di sola progettazione: a febbraio sono state 436 con un valore di 108 milioni, registrando un incremento del 121,3% nel numero ma un calo del 24,5% nel valore su gennaio. Rispetto a febbraio 2022 si tratta di dati in crescita, dell’82,4% nel numero e del 36,8% nel valore.

Dopo che nell’intero 2022 l’osservatorio ha censito 2.686 gare per tutti i servizi tecnici e appalti integrati per interventi a valere su risorse del PNRR e del PNC, per un importo dei servizi di 3,571 miliardi riferibili a 45,043 miliardi di lavori, nel primo bimestre 2023 le gare censite sono state 532, con un valore dei lavori di 5,313 miliardi dei servizi di 167,4 milioni.

I bandi per appalti integrati rilevati nel mese di febbraio 2023 sono stati 86, con valore complessivo dei lavori di 1,596 miliardi di lavori e con un importo di progettazione stimato in 48,7 milioni. Rispetto al mese di febbraio 2022 il numero cresce del 132,4%, il valore dei lavori cresce del 5,4% e quello della progettazione compresa nei bandi del 121,2%.

Nel primo bimestre 2023 gli appalti integrati sul primo bimestre 2022 crescono del 213,8% nel numero, del 30,5% nel valore dei lavori e del 13,6% in quello dei servizi compresi nelle gare.

Il commento ai dati

A commento dei dati dell'osservatorio, il presidente di OICE, Giorgio Lupoi ha confermato l'andamento positivo del mercato, con la novità del boom dei bandi per concorsi di progettazione. Allo stesso tempo però c'è un problema: "notiamo come alcune amministrazioni, soprattutto quelle che ricorrono massicciamente ad accordi quadro e appalti integrati, pubblichino in un arco molto breve numerosi ed impegnativi bandi di gara, con l’effetto di determinare una rarefazione della partecipazione, soprattutto nel caso degli appalti integrati, come ha anche sottolineato di recente l’Ance".

In generale comunque il volume della domanda pubblica si pone su livelli alti e, spiega Lupoi, sarà interessante verificare nei prossimi mesi quale sarà l’andamento, anche in relazione allo spostamento degli incarichi del PNRR su fasi successive e sull’esecuzione dei lavori. Il presidente di Oice esprime però qualche preoccupazione sul nuovo codice dei contratti, "che ignora proprio quella disciplina che oggi viene applicata per affidare progetti, direzione lavori e collaudi. Il Parlamento ha fornito al Governo importanti indicazioni, con una maggiore sensibilità e attenzione al nostro settore, penalizzato da una bozza di codice che ha abbandonato la centralità del progetto esecutivo e ha colpevolmente dimenticato l’intera disciplina sugli affidamenti e sull’aggiudicazione delle procedure oggi prevista nella linea guida Anac 1/2016 (l’unica non trasfusa nel nuovo codice!) e prima ancora dal d.P.R. n. 207/2010".

Secondo Lupoi bisogna intervenire su veri e propri vuoti normativi, "frutto probabilmente anche della scarsa presenza di tecnici nella Commissione speciale che ha lavorato al nuovo codice: dall’assenza di disciplina sulla responsabilità del progettista e sulle relative copertura assicurative, alla disciplina del subappalto e a quella dei compensi. Pur comprendendo che il tempo è tiranno e che la scadenza di fine marzo si avvicina, riteniamo che vi sia ancora spazio per colmare questo vulnus, seguendo le indicazioni del Parlamento, così da assicurare ai RUP un minimo e certo, nonché collaudato, schema di regole". Conclude Lupoi: "I tempi ci sono, chiediamo che ci sia anche la volontà di farlo, senza pericolosi rinvii a probabili se non certi decreti correttivi. In assenza di ciò il rischio non sarà il blocco della firma da parte dei Rup, orfani di regole, ma il blocco del mercato”.



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