Imprese in default e cantieri bloccati: in aumento i contenziosi

di Redazione tecnica - 08/02/2023

La cessione del credito è una possibilità, non un diritto. Queste parole risuonano sempre più minacciose, con l’avvicinarsi del 16 marzo 2023, data ultima per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle opzioni previste dall’art.121 del Decreto Rilancio in relazione ai bonus edilizi. Dopo di che, tutti i contribuenti (per buona parte imprese e professionisti) che non avranno capienza fiscale sufficiente saranno di fatto tagliati fuori e perderanno un credito ad oggi definito “non pagabile” e su cui lo Stato non ha alcuna responsabilità. E le conseguenze non finiscono qua.

Blocco del mercato dei crediti e cantieri fermi: in aumento i contenziosi

A cambiare le sorti del comparto non basteranno purtroppo le recenti novità introdotte dal Decreto Aiuti Quater relative alla cessione da parte delle banche in favore di contribuenti non correntisti o alla concessione di prestiti a tasso agevolato.

Le conseguenze sul blocco del mercato dei crediti fiscali sono sotto gli occhi di tutti: migliaia di cantieri fermi, ponteggi montati, dipendendti non pagati, diffide dai condomini, da committenti e fornitori. Perché oltre al danno, sta arrivando la beffa: i contenziosi legali contro le imprese edili stanno aumentando in maniera esponenziale e sono soltanto destinati a crescere.

Il rischio di default per buona parte delle imprese del comparto edile si sta dunque concretizzando per ogni giorno che passa. Una paura che trasforma la disperazione in speculazione: tanti i soggetti che si propongono per l’acquisto dei crediti con uno sconto pari al 30% o addirittura al 40% del valore nominale del credito.

La situazione è drammatica e scoraggia anche chi decide di fare impresa: come abbiamo sottolineato qualche giorno fa, guardando all’ultimo aggiornamento ISTAT relativo alla situazione imprenditoriale italiana nel primo trimestre 2022, il comparto costruzioni ha registrato un dato negativo del -12,9% per le nuove aperture: nei primi tre mesi del 2022 sarebbero state 19.785 le nuove aperture nel settore dell’edilizia, contro le 22.727 del quarto trimestre 2021.

La responsabilità? È di Nessuno

Ritornando a quanto sottolineato all’inizio: lo Stato non è responsabile e quindi, come spesso accade nella Pubblica Amministrazione, a quanto pare la responsabilità non è di nessuno.

C’è da chiedersi però se, che la cessione fosse solo una possibilità e non un diritto, andasse detto più chiaramente dal Governo, ponendo dei paletti non alla circolazione dei crediti, ma al ricorso ad essi, prima che si raggiungesse la cifra di 100 miliardi di crediti nei cassetti fiscali delle imprese, che si ritrovano adesso senza liquidità e senza possibilità di pagare dipendenti e fornitori. E probabilmente nemmeno l'avvocato.

 



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