Iniezioni di resine espandenti per il consolidamento della Fontana delle Rane in Roma

di Geosec - 14/03/2022

GEOSEC si distingue per numerose lavorazioni di prestigio, fra queste spicca l’efficiente partecipazione all’intervento di recupero e consolidamento conservativo della fontana delle Rane in Roma sita in piazza Mincio nel prestigioso quartiere Coppedè.

Come ogni piazza che si rispetti non poteva mancare in piazza Mincio una fontana ornamentale posta al centro in perfetto stile barocco. La Fontana delle Rane poggia su di uno scalino tondeggiante al centro del quale è posizionata una vasca circolare; la sua caratteristica distintiva è costituita dalla presenza di quattro lobi ognuno dei quali possiede una vasca a forma di conchiglia sostenuta da una coppia di figure umane. Al centro di questo complesso, vi è un corto balaustro che funge da sostegno ad un catino. Dal suo interno scaturisce uno zampillo d’acqua che, unito a quello di otto rane posizionate sul suo perimetro, colma incessantemente il catino. Tuttavia la sua principale quanto straordinaria caratteristica consiste nel fatto di essere stata realizzata in litocemento, un materiale poco usato all’epoca in quanto considerato materiale ad uso semi industriale più che per uso artistico.

Stato di conservazione della fontana delle Rane

La fontana si presentava particolarmente ammalorata sia per causa degli agenti atmosferici inquinanti dovuti all’intenso traffico di veicoli, ma anche all’alto contenuto di calcare contenuto nell’acqua che alimenta la fontana. La durezza dell’acqua e i suoi depositi calcarei, alterano notevolmente la fisionomia dei gruppi scultorei, inoltre la corrosione era dovuta alla caduta di materiale, che ha generato vuoti e deterioramenti generando ossidazioni agli elementi in ferro. Incrinature, ossidazioni, corrosioni, e invasioni da microrganismi, si possono osservare all’interno del catino, mentre il bordo esterno della vasca inferiore insieme al gradino del marciapiede, presentava incrinature e fori da perdita di materiale. L’intera struttura e il marciapiede si cui poggiano erano in avanzato stato di degrado.

(Fonte: Relazione Tecnica di Progetto - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di ROMA).

Considerazioni geologiche di sintesi

Lo studio preliminare condotto dal Comune di Roma nel 2008 è stato condotto mediante:

  • esecuzione di un sondaggio profondo fino a 30 mt;
  • otto prove penetrometriche dinamiche e continue pesanti;
  • una serie di prove di laboratorio su campioni prelevati nel corso dell’esecuzione del sondaggio;
  • due piezometri per il controllo del livello della falda acquifera.

Conseguentemente è stato possibile individuare la seguente successione stratigrafica:

  • piroclastiti tufacee: a granulometria limosa e sabbiosa, con spessore complessivo pari a circa 10 m;
  • un livello di tufo: dello spessore di 2 m, a circa 12 m di profondità;
  • limi argillosi e sabbiosi: individuati al letto delle piroclastiti e fino alla massima profondità raggiunta dal sondaggio (30 metri).

I riporti e i piroclastiti si distinguono per la presenza di frazioni molto contenute di sabbia, ghiaia e argilla.

Alla luce dei dati raccolti, vi erano tutti i presupposti per affermare che lo stato di deterioramento della Fontana delle Rane, era dovuto anche alle scadenti caratteristiche meccaniche dei terreni di fondazione alla base del manufatto per lo più formati da materiali di riporto con scarse capacità meccaniche. Tali materiali, oltretutto vittime nel tempo di infiltrazioni idriche, subivano come conseguenza la perdita di materiale più fine con conseguente progressiva degradazione delle sue caratteristiche meccaniche.

Se la si osserva, la fontana appare infatti inclinata verso nord e si nota inoltre un cedimento differenziale più accentuato nel corpo scultoreo centrale in corrispondenza dei bordi delle piccole vasche.

(Fonte: Relazione Tecnica di Progetto - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di ROMA).

Descrizione di intervento specifico GEOSEC

GEOSEC si contraddistingue per l’aver brevettato una particolare soluzione metodologica che si avvale dell’impiego di iniezioni di resine a rapida espansione in grado di consolidare con ampia efficacia ed in totale sicurezza i terreni di fondazione.

Nel caso del consolidamento della Fontana delle Rane, l’uso di questa particolare metodologia, si è rivelata particolarmente adeguata in quanto il terreno su cui poggia la fontana era instabile e disgregato, conseguentemente l’utilizzo dei tradizionali micropali, avrebbe potuto essere rischioso per la conservazione delle volte romane poste in profondità.

La scelta dunque di utilizzare la tecnologia brevettata di iniezione SEE&SHOOT® ha garantito:

  • minor invasività operativa (assenza di vibrazioni da trivellazione pesante);
  • il non appesantimento ulteriore del terreno, grazie a resine a bassa densità, celle chiuse, espandenti;
  • Una adeguata costipazione dei materiali scadenti, con relativo effetto legante consentito dalle resine iniettate;
  • un costante monitoraggio delle iniezioni delle resine espandenti nel terreno, attraverso l’uso della Tomografia di Resistività Elettrica 3D.

Le operazioni hanno interessato 104,00 mq di impronta sul terreno, trattati con circa 5953 kg di resine espandenti su più livelli sovrapposti in profondità.

Durante la procedura brevettata SEE&SHOOT® sono stati eseguiti n .4 stendimenti E.R.T. 4D in foro ma anche parzialmente in superficie composti rispettivamente da n. 2 cavi multipolari a 48 elettrodi per complessivi n. 8 cavi e n.192 elettrodi utilizzati con passo pari a 0.50 m.

Le misure sono state eseguite mediante opportune sequenze di acquisizione progettate con quadripolo di tipo polo-dipolo, che ha permesso di massimizzare la risoluzione spaziale e la penetrazione del segnale nel sottosuolo, consentendo il raggiungimento della profondità di investigazione massima di -12.00 m dal piano di perforazione.

Le prestazioni geotecniche dei terreni sono state monitorate attraverso n.11 prove penetrometriche (n.3 di pre intervento, n.3 intermedie e n.5 di post intervento).

Verifiche post trattamento

L’analisi accurata dello stato del sito eseguita in fase pre intervento ha permesso di condurre le iniezioni di resine espandenti in modo del tutto mirato ed efficace coinvolgendo efficacemente le porzioni di terreno interessate dal cedimento differenziale.

L’utilizzo della Tomografia di Resistività Elettrica 4D ha permesso di determinare la variazione dei valori di resistività, i quali comparati con quelli misurati prima delle iniezioni, hanno progressivamente consentito di verificare in corso d’opera:

  1. l’effettivo volume di terreno su cui intervenire con le iniezioni di resine espandenti;
  2. il corretto riempimento dei vuoti e cavità anomale;
  3. la riduzione dell’acqua interstiziale dal volume significativo.

Infine, l’incremento dei valori di pressione accettabile successivi al trattamento rispetto a quelli pre iniezioni, hanno superato il 150%.

Guarda il video dell’intervento: https://www.youtube.com/watch?v=HJVEUWZEspI



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