Interventi edilizi: il trasferimento delle detrazioni in caso di eredità

di Redazione tecnica - 19/01/2023

Nel caso in cui si facciano dei lavori di ristrutturazione edilizia e si goda delle relative detrazioni fiscali, le rate residue si trasferiscono se l’immobile oggetto degli interventi viene ereditato? Si tratta di un dubbio abbastanza frequente, sul quale è tornato a parlare l’Agenzia delle Entrate tramite Fisco Oggi.

Immobile ereditato e interventi edilizi: il trasferimento delle detrazioni fiscali

Il quesito è stato posto da un contribuente, nudo proprietario di immobili con usufrutto totale ai genitori, che hanno appunto eseguito dei lavori di ristrutturazione e bonus facciate nell’anno 2021-2022. Cosa accade in caso di decesso? Le rate non usufruite possono essere trasmesse all’erede o no?

Come ha specificato l’Agenzia delle Entrate, l’erede dell’usufruttuario, se è anche nudo proprietario dell’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione, può portare in detrazione le rate residue non usufruite dalla persona deceduta, poiché, in qualità di proprietario dell’immobile, ha il titolo giuridico che gli consente di richiedere l’agevolazione.

In caso di acquisizione dell’immobile per successione, le quote residue di detrazione si trasferiscono infatti per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile. In sostanza, la detrazione compete a chi può disporre dell’immobile, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito a propria abitazione principale.

Attenzione però: come specificato nella circolare del Fisco del 25 luglio 2022, n. 28/E, è necessario che l’erede abbia anche la detenzione materiale e diretta del bene, in quanto il trasferimento delle detrazioni può avvenire solo se l’erede può disporre dell’immobile e non anche quando lo stesso risulta locato.

Immobile in eredità: quando spettano le detrazioni 

Nello stesso provvedimento si specifica che:

  • se l’immobile è locato, non spetta la detrazione in quanto l’erede proprietario non ne può disporre
  • se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;
  • se vi sono più eredi, qualora uno solo di essi abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo, non avendone gli altri la disponibilità;
  • se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, lo stesso non può fruire delle residue quote di detrazione, venendo meno la condizione di erede.

In tal caso, neppure gli altri eredi (figli) potranno beneficiare della detrazione se non convivono con il coniuge superstite in quanto non hanno la detenzione materiale del bene.

La detenzione materiale e diretta dell'immobile oggetto degli interventi deve sussistere per l’intera durata del periodo d’imposta di riferimento; pertanto, in tutti i casi in cui l’immobile pervenuto in eredità sia locato o concesso in comodato anche solo per una parte dell’anno, l'erede non potrà fruire della quota di detrazione riferita a tale annualità.

 

 



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