DDL Architettura: la qualità della progettazione passa anche da una nuova legge urbanistica

di Redazione tecnica - 06/02/2026

Anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica è stato audito al Senato nell’ambito dei lavori relativi ai DDL Architettura. Davanti alla settima Commissione (Cultura), nel corso dell’esame dei disegni di legge n. 1112 e 1711, il presidente Michele Talia ha illustrato una posizione che prova a ricondurre il tema della qualità dell’architettura dentro una cornice più ampia, nella quale visione culturale, assetto normativo e capacità amministrativa risultano strettamente intrecciati.

DDL Architettura: l'intervento di INU al Senato

Il punto di partenza dell’intervento riguarda il rapporto tra i due disegni di legge. Secondo l’INU, i testi non andrebbero letti come alternative contrapposte, ma come proposte complementari, suscettibili di una convergenza. Nel documento consegnato agli atti si sottolinea infatti come «la loro integrazione consentirebbe di tenere insieme visione e operatività, evitando sia un orientamento solo programmatico, sia un approccio quasi esclusivamente tecnico».

Una sintesi che, nelle intenzioni di Talia, permetterebbe anche di superare alcune criticità presenti in entrambi i ddl.

Qualità architettonica e perimetro della legge

Il presidente si è soffermato sul tentativo di definire per legge la qualità – o addirittura la bellezza – dell’architettura, un’impostazione che l’INU guarda con prudenza. Secondo Talia, sarebbe più opportuno che il legislatore si limitasse a definire obiettivi, criteri e condizioni procedurali, lasciando alla progettazione e alla valutazione tecnica il compito di tradurli in soluzioni concrete.

Da questa impostazione discende un’indicazione precisa sul perimetro dell’intervento legislativo, che dovrebbe concentrarsi sulla definizione dei principi e degli obiettivi delle politiche pubbliche, evitando di entrare in un terreno che spetta fisiologicamente al progetto e alle competenze tecniche chiamate a valutarlo.

Anche INU audito al Senato sui DDL Architettura

Nel corso dell’intervento, Talia ha poi evidenziato come nei due disegni di legge il riferimento alla rigenerazione urbana e territoriale, alle periferie e al patrimonio edilizio esistente risulti ancora limitato. Un limite significativo, se si considera che il contributo dell’architettura non si misura solo sul singolo manufatto, ma sulla capacità degli interventi di incidere sul contesto urbano, infrastrutturale e paesaggistico.

In questa prospettiva, una legge che ambisca a promuovere la qualità architettonica dovrebbe dialogare in modo più esplicito con le politiche di rigenerazione e con la programmazione delle opere pubbliche. Allo stesso tempo, sul piano della formazione, l’INU segnala la necessità di un coinvolgimento più strutturato delle università e dei soggetti formativi, superando approcci frammentari e rafforzando il legame tra politiche pubbliche, competenze e qualità dei processi decisionali.

Talia ha inoltre richiamato l’attenzione sull’uso del concorso di progettazione, riconoscendone l’importanza ma mettendo in guardia da una visione automatica dello strumento. «È certamente importante, ma non è neutro, né automatico», anche perché richiede competenze, risorse, tempi e una solida capacità di gestione da parte delle amministrazioni. Un tema che si intreccia con l’introduzione, prevista da entrambi i ddl, di nuove figure professionali: l’aggiunta di ulteriori profili specialistici, secondo l’INU, rischia infatti di apparire anacronistica se non accompagnata da un reale rafforzamento del sistema delle autonomie locali.

Governo del territorio: superare la legge n. 1150/1942

La parte conclusiva dell’audizione ha toccato un nodo di carattere chiaramente sistemico: per il presidente dell’INU è difficile ragionare sulla qualità architettonica e urbanistica delle città senza affrontare il tema di una legge sui principi del governo del territorio. Continuare a discutere del ruolo dell’architettura senza superare la legge urbanistica del 1942 significa muoversi all’interno di un quadro normativo profondamente datato, concepito in un contesto storico, economico e demografico completamente diverso da quello attuale.

Da qui il richiamo al lavoro svolto dall’INU negli ultimi anni e alla proposta di Legge di principi fondamentali e norme generali per il governo del territorio, presentata al Senato nel luglio 2024. Una riforma organica che, nelle intenzioni dell’Istituto, rappresenta il presupposto necessario per dare coerenza anche alle politiche sulla qualità dell’architettura e sul ruolo che essa può svolgere nei processi di trasformazione urbana.



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