Malfunzionamento piattaforma per le offerte: gli obblighi della Stazione Appaltante

di Redazione tecnica - 05/01/2023

Se il giorno della chiusura dei termini di un bando, la piattaforma telematica per il caricamento delle offerte non funziona, la Stazione Appaltante è tenuta a riaprire i termini di gara.

Malfunzionamento piattaforma per presentazione offerte: gli obblighi della Stazione Appaltante

Ne dà conferma l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) nella Delibera n. 616 del 20 dicembre 2022, a seguito della richiesta da parte di un operatore economico che non aveva potuto presentare l’offerta nei termini prestabiliti a causa di un malfunzionamento della piattaforma di trasmissione.

Come specificato dall’operatore stesso, la documentazione necessaria era stata predisposta nei termini previsti dal bando di gara, ma al momento del caricamento non ha potuto perfezionare l’invio a causa di un malfunzionamento del portale MEPA, per altro attestato dallo stesso sito acquistinretepa.it.

Non solo: l’operatore ha anche contattato la Stazione appaltante, inviando anche una PEC con la schermata della piattaforma, a riprova del malfunzionamento. Mentre telefonicamente la SA aveva precisato che avrebbe provveduto alla proroga dei termini, successivamente ha negato il differimento della data di scadenza, precisando che:

  • la richiesta era pervenuta oltre il termine ultimo di ricezione delle offerte;
  • il malfunzionamento era stato riscontrato soltanto in alcune ore della giornata, e dimostrazione ne era il fatto che un altro partecipante alla procedura era riuscito, nella stessa giornata, a caricare la propria offerta nel sistema;
  • ben 35 giorni erano stati in totale i giorni a disposizione per la presentazione delle offerte, periodo di tempo ampiamente sufficiente, secondo la SA, per l’inserimento telematico delle offerte da parte dei partecipanti.

La decisione di ANAC

Sulla questione, ANAC ha ricordato quanto previsto dall’art. 79 del D.Lgs. n. 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici), ovvero che in caso di malfunzionamento della piattaforma telematica la stazione appaltante deve adottare i provvedimenti necessari per assicurare la regolarità della procedura anche con la proroga dei termini. La conferma arriva anche dalla giurisprudenza sul tema: malfunzionamenti di pochi minuti, qualora avvengano a ridosso della scadenza del termine di presentazione dell’offerta, impongono di riaprire il termine se uno dei concorrenti non è riuscito a caricare la documentazione richiesta.

Da questo punto di vista, l’Autorità ha riconosciuto da parte della Stazione appaltante un difetto di istruttoria sulle motivazioni del malfunzionamento della piattaforma, con la conseguenza che è ingiustificato il rifiuto di riaprire i termini, anche se altri operatori siano riusciti nell’arco di quella giornata a caricare la propria offerta.

Non solo: non si può parlare di mancata diligenza dell’OE in quanto non rileva l’orario di caricamento delle offerte avvenuto comunque con un congruo anticipo rispetto al termine previsto. Non si può infatti far presente che in totale erano stati concessi 35 giorni, perché il periodo tra la pubblicazione del bando di gara e la scadenza dei termini rappresenta un lasso di tempo utile alla preparazione dell’offerta, motivo per cui essa può ragionevolmente essere presentata l’ultimo giorno. L’operatore economico ha infatti il diritto a utilizzare tutto il tempo concesso per l’elaborazione e la presentazione dell’offerta, senza correre il rischio di incontrare difficoltà imprevedibili.

Di conseguenza, ha concluso ANAC nella redazione del parere, la Stazione Appaltante non può rifiutarsi di riaprire i termini per la presentazione delle offerte: si tratta di un comportamento non conforme all’art. 79 del Codice dei Contratti Pubblici, oltre che ai principi elaborati dalla giurisprudenza e dall’Autorità stessa in tema di malfunzionamento delle piattaforme telematiche.



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