Nuovo codice contratti: gli architetti romani chiedono un confronto con il Governo

di Redazione tecnica - 13/01/2023

Nonostante il testo sia stato ormai trasmesso alle Commissioni parlamentari di competenza, “esonerando” al momento l’esecutivo da qualunque possibile variazione, gli architetti ribadiscono la necessità di un confronto con il Governo sul nuovo Codice dei Contratti, a garanzia della qualità della progettazione e dei compensi dei professionisti.

Nuovo codice dei contratti: appello dell'OAR al Governo

Il nuovo appello arriva dall’Ordine Provinciale degli Architetti di Roma e Provincia attraverso la voce del Presidente, Alessandro Panci che, richiamando quanto sottoscritto nella lettera inviata nei giorni scorsi e indirizzata al Governo, firmata da ben 102 presidenti degli Ordini provinciali degli Architetti PPC, chiede di garantire e promuovere la qualità dei progetti e le opere strategiche per le future generazioni, attraverso principi di equità, partecipazione e confronto.

In particolare, osserva Panci, l’auspicio è quello di aprire al più presto con il Governo un costruttivo dialogo su queste tematiche fondamentali, per realizzare al meglio la modernizzazione del Paese: “Il testo del nuovo Codice, proposto e diffuso in questi giorni, rivela criticità che segnano un netto passo indietro rispetto ad alcuni temi strategici che riguardano l’intera comunità professionale. Si rende urgente un incontro con i vertici governativi considerando i tempi stretti in cui si dovranno affrontare le tematiche connesse anche al PNRR”.

I punti critici del nuovo Codice

Il Presidente richiama appunto la lettera sottoscritta dal 97% degli Ordini italiani, evidenziando come la riduzione di tempi e procedure nell’affidamento e nella programmazione, oltre che la pianificazione e progettazione di opere così come delineate, non possono comunque condurre all’eliminazione di parti di leggi indispensabili per la qualità del progetto e delle conseguenti realizzazioni.

“La riduzione o la perdita di valore o addirittura l’eliminazione dei concorsi di progettazione, nella forma più aperta ed inclusiva dei giovani e dei professionisti di talento, dell’equo compenso, della leale concorrenza, del legittimo merito che la proposta di legge dimostra, vanno in una direzione diversa da quella che tutti noi auspichiamo e prospettiamo per il bene e il futuro dei nostri territori, delle nostre città e dell’intera comunità”.

Conclude Panci: “Un progetto di qualità, una buona realizzazione di edifici, spazi pubblici e infrastrutture migliorano le nostre condizioni di vita e non possono essere posti in secondo piano rispetto a interessi economici e temporali. Il costruito di oggi sarà il nostro abitare di domani”.

 



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