Prezzi al consumo: ad aprile frenata del calo dei prezzi

di Redazione tecnica - 04/05/2023

Ad aprile rallenta la fase di rientro dell’inflazione. È questo uno dei principali dati che emerge dalle stime preliminari dell’Istat relative all’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registrando un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’8,3% su base annua, da +7,6% del mese precedente.

Prezzi al consumo: i dati Istat di aprile 2023

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente alla nuova accelerazione dei Beni Energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,7%) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,7%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Questi effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi dei Beni Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,4%).

Spiega ISTAT che l’accelerazione dei prezzi degli Energetici non regolamentati è dovuta ai prezzi della Benzina (che invertono la tendenza da -6,6% a +4,1%; +0,8% su marzo), dell’Energia elettrica mercato libero (da +44,0% a +53,6%; +8,8% sul mese), del Gas di città e gas naturale mercato libero (da +42,0% a +51,5%; +8,1% su base mensile) e del Gasolio per mezzi di trasporto (i cui prezzi registrano una flessione meno amplia da -6,9% a -1,8%; -2,6% sul mese). Si tratta di una dinamica è solo in parte compensata dal rallentamento dei prezzi di Altri combustibili solidi (da +24,4% a +21,0%; -2,1% su marzo), dalla flessione più marcata di quelli degli Altri carburanti (da -5,1% a -9,4%; -3,3% sul mese) e del Gasolio per riscaldamento (da -2,7% a -11,0%, -2,8% il congiunturale).

Al contrario, la flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati, più marcata rispetto al mese precedente, è imputabile all’inversione di tendenza di quelli dell’Energia elettrica mercato tutelato (da +6,1% a -26,7%; -41,0% su marzo), solo in parte compensata dalla flessione meno ampia dei prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (da -50,4% a -27,8 %; +31,1% su base mensile).

Si attenua invece la crescita su base annua nel settore alimentare dei prezzi dei beni lavorati, (da +15,3% a +14,7%), e dei beni non lavorati (da +9,1% a +8,4%); dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%). L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +6,3%, così come quella al netto dei soli beni energetici (a +6,4% come registrato a marzo). In discesa i prezzi del c.d. “carrello della spesa”, che ad aprile si attestano a +12,1%.

I dati su base annua

ISTAT registra una crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +9,7% a +10,6%) e, in modo più contenuto, dei servizi (da +4,5% a +4,7%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,9 punti percentuali, da -5,2% di marzo 2023.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,4% per l’indice generale e a +4,6% per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,0% su base mensile e del 8,8% su base annua (in accelerazione da +8,1% di marzo).

Infine, l’Istituto Nazionale di Statistica evidenzia come l’aumento congiunturale dell’IPCA, più accentuato rispetto a quella del NIC, è spiegato dalla fine dei saldi stagionali prolungatisi in parte anche a marzo (di cui il NIC non tiene conto); i prezzi di Abbigliamento e calzature aumentano sul mese del +4,8%.

I dati definitivi sull'andamento dei prezzi al consumo verranno diffusi il 16 maggio 2023.



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