Sicurezza sul lavoro: il CNI chiede incentivi alla prevenzione e difende il ruolo del RSPP

di Redazione tecnica - 04/06/2026

È sostanzialmente positivo il giudizio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri sulla proposta di riforma elaborata dalla "Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro", istituita presso il Ministero della Giustizia per individuare possibili interventi di aggiornamento della disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Accanto all'apprezzamento per l'impostazione orientata a rafforzare la prevenzione e a premiare i comportamenti virtuosi delle imprese, il CNI richiama però l'attenzione su alcuni aspetti ritenuti particolarmente delicati, a partire dal ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e dal rischio di alterare l'attuale equilibrio delle responsabilità previsto dal sistema della sicurezza sul lavoro.

Le osservazioni sono state trasmesse al Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, presidente della Commissione istituita con D.M. 27 marzo 2024, dopo la consegna al Ministro della Giustizia Carlo Nordio della proposta di articolato e della relativa relazione di accompagnamento.

Riforma della sicurezza sul lavoro: più spazio alla prevenzione e agli incentivi

Tra gli aspetti maggiormente apprezzati dal CNI vi è l'impostazione che punta ad affiancare alla tradizionale funzione sanzionatoria un modello maggiormente orientato alla prevenzione e all'incentivazione dei comportamenti virtuosi.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ricorda di avere sostenuto più volte la necessità di introdurre strumenti che rendano la prevenzione una scelta conveniente e consapevole per tutti i soggetti coinvolti. In quest'ottica viene giudicato positivamente il tentativo di valorizzare gli adempimenti virtuosi, superando una visione basata esclusivamente sull'apparato sanzionatorio.

Accanto a questo aspetto, però, emerge una precisazione ritenuta essenziale. Per il CNI i modelli organizzativi non devono trasformarsi in semplici adempimenti formali privi di effetti reali sulle condizioni di sicurezza. I meccanismi premiali, pertanto, dovrebbero essere collegati a risultati verificabili e non limitarsi a premiare la sola produzione documentale.

Il ruolo del RSPP e il tema delle responsabilità

È soprattutto sul ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri manifesta le maggiori perplessità: secondo il CNI, la responsabilità del datore di lavoro deve continuare a rappresentare il perno dell'intero sistema di prevenzione.

Per questa ragione gli ingegneri ritengono che il miglioramento dei livelli di sicurezza debba essere perseguito attraverso meccanismi premiali efficaci e verificabili e non mediante il trasferimento della responsabilità, compresa quella penale, al professionista tecnico.

Da qui la contrarietà rispetto alle modifiche che riguardano la figura del RSPP. Il Consiglio ritiene infatti che un'alterazione dell'attuale assetto di ruoli e responsabilità rischi di compromettere l'efficacia complessiva del sistema di prevenzione e di determinare uno spostamento delle responsabilità che potrebbe incidere negativamente sull'equilibrio oggi previsto dalla normativa.

Valorizzare il RSPP attraverso competenze, prerogative e meccanismi premiali

Se l'obiettivo è rafforzare il ruolo del RSPP, per il CNI la strada da seguire è quella della qualificazione professionale.

Nelle osservazioni inviate al Viceministro Sisto viene infatti evidenziata la necessità di elevare la qualità professionale richiesta per accedere all'incarico, valorizzando le competenze tecniche e specialistiche necessarie per svolgere il ruolo.

Il Consiglio sottolinea inoltre che l'eventuale incremento del rischio sanzionatorio a carico del professionista dovrebbe essere accompagnato da una corrispondente attribuzione di prerogative effettive. Diversamente, si rischierebbe di aumentare le responsabilità senza attribuire strumenti adeguati in ambit di organizzazione della prevenzione.

Tra le osservazioni formulate dal CNI trova spazio anche il tema della distinzione tra adempimenti sostanziali e adempimenti meramente formali.

L'obiettivo indicato dal Consiglio è quello di premiare l'effettiva qualità delle misure adottate dalle imprese e non esclusivamente la correttezza della documentazione prodotta. In questa prospettiva, i meccanismi premiali dovrebbero essere collegati ai risultati ottenuti sul piano della prevenzione e della sicurezza. Nello stesso tempo non va però indebolito il principio della responsabilità condivisa già garantito dalla firma congiunta del Documento di Valutazione dei Rischi.

Microimprese, incentivi e formazione: le altre proposte del CNI

Le osservazioni trasmesse alla Commissione riguardano anche ulteriori aspetti del sistema.

Tra questi vi è la richiesta di mantenere le procedure standardizzate per le microimprese operanti nei settori a basso rischio, affiancandole a specifiche linee guida rivolte alle organizzazioni di maggiori dimensioni.

Un altro punto riguarda i meccanismi premiali, che secondo il Consiglio dovrebbero essere accessibili alle imprese di ogni dimensione, collegati a risultati verificabili e coordinati con gli strumenti incentivanti già presenti nell'ordinamento.

Sul fronte della formazione, infine, viene proposta l'istituzione di un elenco nazionale dei formatori abilitati, accompagnato da un sistema strutturato di controllo della qualità dei percorsi formativi e da una revisione del decreto ministeriale che disciplina i requisiti dei formatori.

Tutte proposte che il CNI si è reso disponibile a esplicitare anche con ulteriori contributi tecnici nel corso delle future interlocuzioni con le Commissioni parlamentari competenti.



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