Superbonus 110% e asseverazioni video, esposto della RPT contro Deloitte

di Redazione tecnica - 14/11/2022

Dopo la prima bufera iniziale, la questione delle asseverazioni video richieste da Deloitte per interventi Superbonus 110% sembrava essersi assopita. Ma in realtà, la battaglia non si è mai conclusa e adesso, la Rete Professioni Tecniche, ha despositato un esposto al Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) ed uno innanzi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) proprio a contestazione della richiesta da parte della società di revisione delle cd “video-asseverazioni”.

Asseverazioni video, esposto al Garante della Privacy e all'AGCM

Come riportato in un comunicato della RPT, si tratta di “Una pretesa illegittima che lede, oltre alla dignità dei professionisti, la privacy del committente e dei lavoratori in cantiere e configura un illegittimo e vessatorio abuso di posizione dominante da parte sia dell’advisor che del gruppo bancario di riferimento”.

Il problEma è nato a fine settembre quando la società Deloitte, nell’ambito dell’attività di supporto delle cessioni del credito relative al Superbonus gestite dal Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, ha imposto al professionista l’obbligo di produrre, oltre alla normale asseverazione prevista dalla legge, un filmato allo scopo di illustrare l’esecuzione dei lavori sulla piattaforma destinata alla gestione documentale necessaria all’ottenimento ed alla circolazione del credito fiscale citato.

Le contestazioni della RPT a Deloitte

Come spiega RPT, la piattaforma interviene in una fase del procedimento successiva all’attestazione da parte di ENEA della correttezza documentale del singolo fascicolo. La piattaforma, dunque, agisce solo in relazione agli aspetti bancari/finanziari dell’operazione, quando i professionisti attestatori/asseveratori hanno già reso la propria prestazione professionale, confermando, sotto la propria responsabilità, la corretta esecuzione dei lavori edilizi necessari per fruire del bonus fiscale.

Di conseguenza, la Deloitte avrebbe “inopinatamente ed autonomamente introdotto, fra la documentazione ritenuta necessaria per consentire l’accesso alla possibilità di circolazione del credito fiscale, un obbligo che presenta rilevanti illegittimità".

Ne è seguita una diffida formale alla Società di consulenza, evidenziando come tale ripresa video – acquisita, conservata e soprattutto valutata con strumenti, modalità, tempistiche e professionalità non note - non sia richiesta da nessuna norma vigente e non pare, comunque, adeguatamente sostenuta da adeguate basi normative.

Da Deloitte però nessuna risposta. Se però la società pensava che il silenzio fosse la migliore arma contro il “nemico”, a quanto pare si è sbagliata: RPT va infatti avanti e ha presentato gli esposti all’Antitrust e al Garante privacy, precisando che altre iniziative sono allo studio.

 



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