Superbonus 110% e bonus fiscali: una sintesi per la stabilità del settore

di Gianluca Oreto - 15/03/2022

"Cosa proponi sul superbonus 110%?". È una domanda che mi sono sentito fare tante volte nel corso di questi 22 mesi che ci separano dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio).

Superbonus 110%: cosa è cambiato

Rispondere a questa domanda non è affatto semplice ma, probabilmente, il modo migliore è analizzare il percorso che ci ha condotto verso l'attuale situazione delle detrazioni fiscali del 110%. Un percorso non esattamente lineare in cui il legislatore, vuoi per inesperienza, cattiva conoscenza o necessità, è intervenuto con 7 Decreti Legge, 4 leggi di conversione e 2 leggi di Bilancio, che hanno in parte corretto alcuni vuoti normativi ed in parte cambiato completamente la filosofia del bonus, soprattutto delle sue modalità di utilizzo tramite opzioni alternative.

Senza entrare nel metodo dei Decreti Legge spesso blindati dalla Commissione Bilancio del Senato a cui è seguito solo il voto di fiducia della Camera, una considerazione va fatta. Dopo il Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77 (Decreto Semplificazioni-bis) convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2021, n. 108, il superbonus 110% non ha più subito modifiche significative.

Da agosto 2021, tecnici, imprese e contribuenti hanno un quadro normativo stabile che, anche a seguito di 197 risposte fornite dall'Agenzia delle Entrate, consente a tutti di sapere più approfonditamente vari aspetti su cui si è ragionato tanto, tra i quali:

  • cos'è una unità immobiliare autonoma (accesso autonomo e indipendenza funzionale);
  • quali sono i requisiti minimi da rispettare per accedere all'ecobonus 110% e al sismabonus 110%;
  • come si calcolano i limiti di spesa per i vari soggetti beneficiari;
  • le spese ammissibili;
  • l'orizzonte temporale (in alcuni casi non è stato chiaro neanche questo);
  • la ripartizione delle spese in condominio;
  • cosa accade in caso di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari;
  • quando e come allegare l'asseverazione necessaria per accedere al sismabonus 110%
  • il processo edilizio e fiscale da seguire.

Un grande merito del superbonus 110% riguarda anche il fatto che dalla sua nascita tutti sono venuti a conoscenza dell'art. 49 del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) che vieta l'utilizzo di detrazioni fiscali per interventi su immobili che presentano degli abusi.

Ma, il problema principale è che per arrivare ad avere piena conoscenza e un quadro normativo stabile sul "processo superbonus" abbiamo dovuto attendere 15 mesi dalla pubblicazione del Decreto Rilancio.

Se il superbonus 110% fosse partito con il quadro normativo e le conoscenze accumulate fino a settembre 2021, tre anni sarebbero potuti essere un arco di tempo sufficiente per portare avanti gli interventi in serenità. Nulla di quanto accaduto.

Le misure antifrode

Solo a seguito del Semplificazioni-bis il superbonus 110% si è messo a correre generando numeri mai visti nell'ultimo decennio. Corsa che, unita alla fretta di arrivare al traguardo, ha ingolfato il settore delle costruzioni e generato truffe che hanno, però, riguardato soprattutto i bonus edilizi che accedevano al meccanismo delle opzioni alternative (sconto in fattura e cessione del credito) senza alcuna misura di controllo.

Controlli arrivati con il Decreto Legge n. 157/2021 e poi con la Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022). A questo punto il sistema avrebbe potuto procedere fino alla naturale scadenza, nel frattempo modificata dalla Legge di Bilancio 2022 con la modifica all'art. 119, comma 8-bis del Decreto Rilancio.

Il meccanismo di cessione del credito

Ma anche nulla di questo è accaduto. A distanza di un anno dal suo insediamento (arrivato il 13 febbraio 2021), il Governo in carica ha deciso di cambiare completamente ciò che aveva reso possibile e applicabile il superbonus 110%: il meccanismo di cessione del credito.

Ed è bene dirlo subito: il primo meccanismo di cessione del credito non è era esente da macroscopici errori come è altrettanto evidente che le piattaforme dell'Agenzia delle Entrate, dell'Enea e degli stessi Sportelli Unici per l'Edilizia, avrebbero dovuto essere integrate e strutturate bene sin dal principio al fine di ridurre a zero gli errori e le frodi fiscali. Il Legislatore dimentica sempre che dovrebbe preparare il "terreno" su cui edificare nuove misure che richiedono adempimenti e controlli.

Fatto sta che il primo meccanismo di cessione del credito, visti i numeri pubblicati dall'Agenzia delle Entrate, ha funzionato consentendo anche ai contribuenti senza capienza fiscale di intervenire sui loro immobili.

Ma, non aver rilevato immediatamente le criticità del meccanismo di cessione soprattutto relativamente ai bonus fiscali senza controllo (bonus facciate ed ecobonus ordinario in testa), ha rappresentato il grimaldello che ha consentito all'attuale Governo di scardinare il meccanismo delle opzioni alternative che, dopo i Decreti Legge n. 4/2022 e n. 13/2022, ne è uscito con le ossa rotte.

Il futuro dell'edilizia e delle detrazioni fiscali

È così che un po' da tutti i principali soggetti interessati è arrivata la duplice richiesta di intervenire sul percorso di conversione in legge del D.L. n. 4/2022 per modificare nuovamente le disposizioni previste e prorogare le scadenze imminenti. Richieste sacrosante che prendono in considerazione i 3 mesi di passione in cui a seguito degli ultimi provvedimenti d'urgenza, il sistema si è paralizzato.

Ma, è questo il modo corretto di procedere?

Siamo certi che continuare a prorogare il superbonus 110% non alimenterà ulteriormente un sistema normativo iperstatico con nuove modifiche in corso d'opera? Che Governo e Parlamento non siano d'accordo è fatto noto a tutti. Proprio per questo motivo potrebbe essere più utile avviare un serio confronto parlamentare che termini con una legge o una delega al Governo per preparare il tanto discusso testo unico sulle detrazioni fiscali. Magari unito ad una riforma della normativa edilizia, troppo ancorata a paradigmi del passato che non esistono più.

Il biennio 2020-2021 non ci ha portato solo il superbonus 110% e le opzioni alternative, credo che l'esperienza accumulata sui bonus fiscali possa essere un ottimo punto di partenza verso quello che professionisti, imprese e contribuenti cercano da tempo: stabilità e pace normativa.



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