Superbonus e Decreto Aiuti-quater: comincia il percorso di conversione

di Redazione tecnica - 30/11/2022

Dopo anni di tecniche parlamentari basate sui provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che per avere conferma definitiva dei contenuti di un Decreto Legge (comunque immediatamente in vigore dalla sua pubblicazione in Gazzetta) occorre attendere la sua conversione in legge che passa dal Parlamento.

Decreto Aiuti-quater, al via il percorso di conversione in legge

Ma, mentre l'ultima legislatura è stata caratterizzata da una certa distanza tra potere esecutivo (Governo) e legislativo (Parlamento), la conversione in legge del Decreto Legge n. 176/2022 (Decreto Aiuti-quater) recante "Misure urgenti di sostegno al settore energetico e di finanza pubblica", potrebbe non avere particolari colpi di scena se non quello della sua abrogazione per rimetterne i contenuti in Legge di Bilancio 2023, il cui percorso comincerà a breve.

Nel frattempo, la 5a Commissione (Bilancio) al Senato ha avviato la discussione del ddl di conversione del Decreto Aiuti-quater, fissando alle ore 12 di venerdì 2 dicembre il termine per la presentazione di emendamenti. Non prima del consueto giro di audizioni che ha visto interpellati:

  • il 28 novembre i rappresentanti di Conflavoro, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani, CNA e UNCI, CGIL, CISL, UIL e UGL, ANCI, UPI, Uncem, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ASSTRA (Associazione trasporti), CONFETRA (Confederazione italiana trasporti e logistica), Conftrasporto,  AN.BTI, Greenpeace, Legambiente, WWF, Coni, Sport e Salute, Lega Calcio Serie A, Nomisma, ECCO, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Agenzia delle Entrate;
  • il 29 novembre i rappresentanti di ANCE, Confedilizia, ABI, Confprofessioni, Rete Professioni Tecniche, OICE (Organizzazione di ingegneria e di consulenza), GSE e Guardia di Finanza.

Quale futuro per Superbonus e cessione del credito?

Tra i temi principali, le misure urgenti per il superbonus e il meccanismo di cessione del credito contenute nell'articolo 9 del Decreto Legge stanno catalizzando l'attenzione di tutti gli operatori le cui richieste possono essere così sintetizzate:

  • per i condomini è stato chiesto di eliminare o spostare il vincolo della CILAS e della delibera assembleare almeno al 31 dicembre 2022 (modifica difficile visto che, se dovesse arrivare la conversione del Decreto, non approderà in Gazzetta prima di metà gennaio 2023);
  • per le unifamiliari si è chiesto di rivedere le tre condizioni di accesso per il 2023;
  • per la cessione del credito la richiesta è sempre quella di prevedere misure che possano sbloccare l'acquisto da parte delle banche.

Relativamente alle modifiche previste al meccanismo di cessione dall'art. 9, comma 4 del Decreto Aiuti-quater che consentirà ai cessionari di poter fruire dell'agevolazione (compensazione) in dieci rate, la nota di lettura predisposta dal Servizio di Bilancio del Senato ha chiarito che la misura è suscettibile di determinare una diversa articolazione temporale degli oneri. In ogni caso, tenuto anche conto che trattasi di cessioni già verificatesi, pare verosimile che i beneficiari abbiano già valutato e predeterminato in base alla legislazione vigente l’utilizzo del beneficio. Viene segnalato che il profilo degli effetti è strettamente legato a comportamenti degli operatori che non possono essere previsti ex-ante.

La rateizzazione dei crediti e il problema della copertura degli oneri 

Per quanto riguarda le disposizioni contenute nel comma 4, viene evidenziato che appare poco prudenziale, nonché non in linea con le norme di contabilità, non prevedere una apposita norma di copertura degli oneri, ma solo l'adozione di provvedimenti ex-post previsti ai sensi dell'articolo 17, commi 12-bis, 12-ter e 12-quater della legge n. 196 del 2009.

La maggiore rateizzazione, in particolare, estendendo a 10 anni la possibilità di usufruire dei crediti d'imposta a fronte di una previsione a legislazione vigente che invece consentiva tempi più ristretti per l'utilizzo del beneficio, dovrebbe esplicare effetti sul gettito delle entrate tributarie differenti rispetto a quelli previsti a legislazione vigente. In particolare, il gettito dovrebbe risentirne negativamente negli anni considerati dalla rateizzazione e non previsti a legislazione vigente.



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