L’Europa guarda sempre di più agli appalti pubblici non soltanto come strumento amministrativo, ma come leva economica e industriale capace di incidere sulla competitività, sulla sicurezza energetica e sulla capacità produttiva del continente.
È questo il messaggio lanciato dal Presidente Anac Giuseppe Busìa nel corso dell’audizione alla XIV Commissione della Camera dedicata alla proposta di regolamento europeo sull’accelerazione della capacità industriale, della decarbonizzazione e delle reti digitali europee.
Un’occasione anche per aprire alla possibilità di sviluppare forme di acquisto aggregato a livello europeo, purché limitate ad ambiti strategici come quello energetico. Secondo il Presidente Anac, una simile soluzione consentirebbe all’Europa di rafforzare il proprio potere contrattuale nei confronti dei grandi gruppi industriali internazionali.
Appalti europei e competitività delle imprese: ANAC su acquisti aggregati e accelerazione industriale
L’apertura agli acquisti aggregati europei viene però accompagnata da precise condizioni: Busìa ha infatti sottolineato la necessità di garantire piena trasparenza e controllabilità delle procedure, soprattutto in presenza di sistemi centralizzati destinati a gestire volumi economici particolarmente elevati.
Da qui il richiamo al tema della digitalizzazione e dell’interoperabilità delle piattaforme, considerati elementi essenziali per assicurare verifiche efficaci e tracciabilità dei processi decisionali.
A questo proposito, il Presidente Anac ha richiamato l’esperienza italiana del fascicolo virtuale dell’operatore economico, spiegando che il modello europeo dei portafogli digitali delle imprese potrebbe svilupparsi proprio partendo dal sistema italiano FVOE 2.0 già realizzato dall’Autorità.
Altro tema centrale riguarda la tutela delle piccole e medie imprese. Busìa ha infatti evidenziato la necessità che eventuali sistemi di acquisto aggregato europeo non penalizzino le PMI, particolarmente strategiche nel tessuto produttivo italiano. Il rischio, implicitamente richiamato, è che gare europee di dimensioni troppo elevate possano favorire soprattutto grandi operatori multinazionali, restringendo gli spazi di partecipazione per le imprese minori.
Preferenza europea, CAM e futuro del procurement UE
Nel corso dell’audizione, il presidente ha affrontato anche la questione della preferenza europea negli appalti pubblici, puntualizzando come sia corretto prevedere criteri preferenziali negli acquisti di prodotti realizzati all’interno dell’Unione europea e conformi agli standard ambientali europei, escludendo invece prodotti che non rispettino tali requisiti.
Allo stesso tempo, però, Busìa ha invitato a evitare derive protezionistiche, evidenziando la necessità di mantenere aperture verso i Paesi con cui esistano accordi di libero scambio caratterizzati da effettiva reciprocità.
Transizione ecologica e criteri ambientali minimi
Spazio anche alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione. Il Presidente Anac ha ricordato come l’Italia disponga già di strumenti avanzati in materia ambientale attraverso i CAM, i criteri ambientali minimi, sottolineando come il sistema italiano rappresenti oggi una delle esperienze più evolute a livello europeo.
Secondo Busìa, la tutela della produzione europea deve accompagnarsi agli investimenti per la sostenibilità ambientale, evitando però approcci eccessivamente rigidi che rischino di compromettere la competitività del sistema produttivo.
Dal punto di vista operativo, l’audizione lascia emergere un possibile rafforzamento del ruolo strategico degli appalti pubblici europei, sempre più orientati non soltanto all’efficienza amministrativa, ma anche agli obiettivi industriali, energetici e ambientali dell’Unione.