Bonus edilizi: la Fondazione Geometri Italiani conferma la sostenibilità economica delle agevolazioni

Secondo il Centro Studi, il costo netto dei bonus edilizi per lo Stato è inferiore a 2 miliardi annui. Effetti positivi su economia, occupazione e gettito fiscale

di Redazione tecnica - 16/10/2025

La rigenerazione energetica degli edifici non è solo una misura di sostenibilità ambientale, ma un motore strutturale per la crescita economica e il benessere sociale. È quanto emerge dal recente studio del Centro Studi della Fondazione Geometri Italiani, presentato a Roma nel corso del convegno “Sviluppo economico e sostenibilità ambientale: tra cambio di rotta e strategie in evoluzione”.

Bonus edilizi e crescita economica: lo studio della Fondazione Geometri Italiani

L’analisi, basata su due metodologie indipendenti e complementari, stima che il costo netto per lo Stato dei bonus edilizi sia inferiore ai 2 miliardi di euro annui, a fronte di un impatto economico complessivo ben più elevato.

In particolare lo studio, elaborato in collaborazione con il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e con Cassa Geometri, ha confrontato la metodologia della Fondazione Nazionale dei Commercialisti con il modello analitico ANCE.

Entrambi i metodi convergono su un risultato comune: con una spesa pubblica media annua di circa 14 miliardi di euro, lo Stato ottiene ritorni fiscali e contributivi tali da ridurre il costo netto a meno di 2 miliardi.
Nel dettaglio, la simulazione mostra:

  • un valore aggiunto economico superiore a 16 miliardi di euro (metodologia Fondazione Commercialisti);
  • un saldo fiscale netto positivo compreso tra 320 milioni e 1,2 miliardi di euro (modello ANCE), a seconda che si considerino solo gli effetti diretti o anche quelli indotti;
  • un gettito complessivo che deriva da imposte dirette, IVA, contributi previdenziali e un’importante attivazione di salari e consumi interni.

I moltiplicatori economici degli investimenti edilizi

Particolarmente rilevante è il ruolo dei moltiplicatori economici. Secondo lo studio, ogni euro investito in riqualificazione edilizia e rigenerazione energetica genera 3,3 euro di ricadute sull’economia nazionale.

Un effetto che combina impatti diretti sui cantieri, indiretti sulle imprese fornitrici e indotti sui consumi delle famiglie e dei lavoratori.

Come evidenzia il Centro Studi, i bonus edilizi “non rappresentano soltanto un aiuto al comparto delle costruzioni, ma una leva macroeconomica capace di generare crescita, occupazione e gettito fiscale, in misura superiore ai costi sostenuti dallo Stato”.

Gettito fiscale e sostenibilità della spesa pubblica

Nel dettaglio, il modello analitico ANCE evidenzia che circa il 34% dei costi complessivi degli interventi è destinato a salari e stipendi netti, generando un gettito fiscale e contributivo superiore a 3,3 miliardi di euro.

A questo si aggiunge l’effetto dell’IVA, sia diretta sui lavori sia indotta dai consumi derivanti dai redditi, stimato in un’incidenza del 15,2%.

Anche nel caso di interventi agevolati con aliquote più elevate (55%–65%) per famiglie in povertà energetica, il costo netto per lo Stato resta inferiore ai 2 miliardi di euro annui, molto lontano dai circa 13 miliardi spesi nei primi anni del Superbonus 110%.

Inoltre, il gettito generato dagli interventi al 36% contribuirebbe a compensare parzialmente le minori entrate derivanti dalle agevolazioni più generose, mantenendo così un equilibrio sostenibile per la finanza pubblica.

 

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