CAM nella lex specialis, principio del risultato e della buona fede: interviene il Consiglio di Stato

L'impugnazione del bando per omessa declinazione dei criteri ambientali minimi è ammissibile o no, dopo l'esito della gara? Ecco la risposta di Palazzo Spada

di Redazione tecnica - 30/07/2025

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Criteri Ambientali Minimi: la disciplina dei CAM

L'art. 57, comma 2, del d.lgs. 36/2023 impone alle stazioni appaltanti di inserire nei documenti progettuali e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM, adottati per ciascuna categoria di appalto con decreto del Ministero dell'ambiente. Tali criteri sono obbligatori e rappresentano strumenti attuativi dei principi costituzionali (artt. 9 e 41 Cost.) e delle direttive europee (in particolare artt. 67, 68 e 43 della direttiva 2014/24/UE).

Secondo il Collegio, i CAM vanno considerati sotto più profili:

  • definizione dell'oggetto dell'affidamento;
  • selezione dei candidati idonei a garantire prestazioni sostenibili;
  • specifiche tecniche obbligatorie e premianti;
  • clausole contrattuali ambientali;
  • criteri di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose.

Pertanto, la loro omissione o generica indicazione costituisce una grave carenza nella lex specialis, che incide sulla possibilità stessa di formulare un'offerta consapevole. Proprio per questo, richiama il Collegio, la giurisprudenza ha già chiarito che i bandi con carenze essenziali vanno impugnati immediatamente.

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