Protocollo ITACA: istituito il Comitato promotore per la sostenibilità ambientale nelle costruzioni

CNAPPC, CNI, UNI e ITACA avviano un nuovo organismo nazionale per diffondere criteri misurabili di sostenibilità, supportare la progettazione e rafforzare il ruolo del Protocollo ITACA nella riqualificazione edilizia e nell’attuazione dei CAM

di Redazione tecnica - 16/01/2026

Con la firma dell’atto costitutivo prende ufficialmente avvio il Comitato per la promozione del Protocollo ITACA, il nuovo organismo nazionale dedicato alla diffusione e allo sviluppo della sostenibilità ambientale nelle costruzioni.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, UNI e ITACA, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del Protocollo ITACA come strumento tecnico di riferimento per la progettazione sostenibile, la riqualificazione edilizia e l’attuazione delle politiche ambientali nel settore delle costruzioni.

Protocollo ITACA: il Comitato promotore come nuovo presidio nazionale per la sostenibilità ambientale nelle costruzioni

Il nuovo Comitato, rinnovato nella struttura e nelle funzioni, si colloca in un quadro normativo e programmatico che attribuisce alla sostenibilità ambientale e all’efficientamento energetico un ruolo centrale, soprattutto negli interventi sul patrimonio edilizio esistente e nelle politiche di rigenerazione urbana sostenute dal PNRR.

Il Protocollo ITACA, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel 2004, rappresenta da anni un riferimento tecnico per la valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici. La sua evoluzione normativa e metodologica ne ha progressivamente rafforzato il ruolo, anche in relazione alla corretta applicazione dei Criteri Minimi Ambientali (CAM).

Un passaggio decisivo è rappresentato dalla Prassi di Riferimento UNI/PdR 13/2025, che consolida il Protocollo ITACA come strumento strutturato di supporto alle scelte progettuali e realizzative, coerente con i nuovi modelli di sostenibilità energetica e ambientale e con le esigenze di misurabilità delle prestazioni.

In questo senso, il Protocollo non si limita a fornire un quadro valutativo, ma diventa una vera e propria leva tecnica per orientare la progettazione, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Riqualificazione edilizia e PNRR: il ruolo della sostenibilità misurabile

La riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato occupa uno spazio centrale tra le missioni del PNRR, che ha destinato risorse rilevanti alla sostenibilità ambientale e all’efficientamento energetico del settore delle costruzioni, con l’obiettivo di favorire modelli di economia circolare e ridurre l’impatto ambientale del costruito.

In questo contesto, il Protocollo ITACA viene riconosciuto come strumento di ausilio non solo per i progettisti e le imprese, ma anche per la pubblica amministrazione, chiamata a esercitare funzioni di indirizzo, verifica e controllo in materia di sostenibilità.

Le finalità del nuovo Comitato promotore

Il Comitato per la promozione del Protocollo ITACA nasce con l’obiettivo di coordinare e sostenere, a livello nazionale e regionale, azioni finalizzate alla diffusione della sostenibilità ambientale nelle costruzioni. Tra le principali attività previste rientrano:

  • la promozione e lo sviluppo di nuove versioni del Protocollo ITACA alle diverse scale (edificio, urbana e territoriale), con particolare attenzione al recupero degli edifici esistenti;
  • lo sviluppo di norme UNI sulle competenze professionali necessarie per una corretta progettazione della sostenibilità ambientale;
  • il sostegno a iniziative di ricerca, formazione e diffusione di buone pratiche, anche attraverso collaborazioni con università e centri di ricerca;
  • l’organizzazione di eventi e corsi di formazione;
  • la partecipazione a bandi e progetti europei e nazionali in materia di sostenibilità ambientale.

Le posizioni dei promotori

"Le tematiche riguardanti la sostenibilità ambientale delle costruzioni sono di primario interesse per la società, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per favorire la transizione ecologica, ridurre gli impatti ambientali e contrastare i cambiamenti climatici”, ha sottolineato Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI. “Il protocollo ITACA costituisce un valido strumento di supporto per i progettisti e il Comitato oggi rinnovato rappresenta un importante punto di convergenza tra organismi che sapranno condurre al meglio la sua valorizzazione e diffusione”.

Dal lato degli architetti, viene evidenziato il valore del Comitato come spazio di cooperazione istituzionale. Il Presidente del CNAPPC, Massimo Crusi, ha dichiarato che “il Comitato rappresenta un significativo momento di incontro e di collaborazione per incentivare la sostenibilità ambientale delle costruzioni e dei contesti urbani”, richiamando l’importanza di “promuovere strumenti di guida alla progettazione, partendo dal concetto più contemporaneo di risparmio energetico, basato sull’allungamento del ciclo di vita degli edifici e sul ricorso a principi di circolarità”.

Particolare attenzione viene riservata al tema della riqualificazione del patrimonio esistente. In tal senso, viene sottolineato che “l’esigenza di riqualificare il patrimonio edilizio esistente con immobili a bassa classificazione energetica ha assunto in questi ultimi anni un ruolo centrale nelle agende politiche nazionali e regionali”.

Da qui la necessità di “costituire un organismo di riferimento cui assegnare un ruolo di stimolo e supporto ai progettisti”, riconoscendo che “il comitato promotore del protocollo ITACA rappresenta e consolida un presidio essenziale per l’integrazione della sostenibilità ambientale nelle politiche del costruire”.

Anche Marco Spinetto, Presidente UNI, ha evidenziato la valenza normativa del nuovo organismo, ricordando che “la decennale collaborazione con ITACA ha consentito la definizione di contenuti normativi in materia di sostenibilità ambientale nelle costruzioni” e che l’obiettivo è ora quello di “diffondere in modo capillare presso tutte le Regioni italiane la conoscenza e la cultura di una sostenibilità in edilizia misurabile”.

Proprio per questo l’istituzione del Comitato segna un passaggio rilevante nel percorso di integrazione della sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni, superando approcci meramente dichiarativi e ancorando la sostenibilità a criteri verificabili, comparabili e applicabili nella pratica progettuale.

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