I concorsi di progettazione risultano più vantaggiosi rispetto ad altre tipologie di appalto, non solo per la qualità architettonica delle opere, ma anche per i tempi di realizzazione. Nonostante vengano spesso considerati più costosi, sul piano economico si rivelano sostanzialmente equivalenti.
“Dopo il progetto”: i risultati I risultati della ricerca CNAPPC - Cresme
È quanto emerge dalla ricerca “Dopo il progetto”, commissionata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) a Cresme Spa.
L’indagine ha riguardato 300 istituti scolastici realizzati in Italia tra il 2015 e il 2024, suddivisi in tre categorie: 100 tramite concorso di progettazione con affidamento successivo al vincitore, 100 con altri bandi di progettazione e 100 con appalti integrati.
Il campione analizzato nel dettaglio – 103 scuole con caratteristiche comparabili – ha evidenziato valori per circa 1,2 miliardi di euro complessivi, pari a una media di 11,3 milioni per edificio. Il costo medio è stato di 13,6 milioni per le scuole realizzate con concorso, 10,1 milioni per gli appalti integrati e 9,5 milioni per gli altri bandi. Secondo la ricerca, il concorso viene utilizzato per interventi di valore mediamente superiore del 30% rispetto a quelli affidati con altre modalità.
Dal punto di vista temporale, i concorsi di progettazione hanno registrato tempi medi di realizzazione pari a 2,6 anni, contro i 3,2 anni dei bandi SAI e i 3,6 anni degli appalti integrati. Considerando l’intero iter, i tempi totali per completare una scuola sono stati di 5,6 anni per i concorsi, 6,5 anni per i SAI e 5,7 anni per gli appalti integrati. La ricerca sottolinea che gli edifici scolastici scaturiti da concorso hanno ridotto di un anno i tempi rispetto alle procedure basate sull’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa.
Sul fronte economico, le variazioni dei costi iniziali e finali oscillano tra il 16% e il 20%, con un’incidenza delle spese tecniche sul costo dell’appalto pari all’11,1% nei concorsi, al 10,5% nei SAI e al 10,2% negli appalti integrati.
Dal punto di vista qualitativo, i concorsi di progettazione risultano più articolati nelle procedure e consentono di selezionare progetti innovativi sotto il profilo della sostenibilità, dell’efficienza e del rapporto con il contesto urbano.
Il commento ai dati
“I risultati della ricerca ‘Dopo il progetto’ – sottolinea Massimo Crusi, Presidente del CNAPPC – rafforzano ancora di più il nostro impegno per la promozione dei Concorsi di progettazione che rappresentano una procedura fondamentale per selezionare progetti di architettura di qualità in coerenza con le necessità sociali, economiche e formali di ogni Opera pubblica, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del paesaggio".
Due, spiega Crusi i vantaggi del concorso di progettazione: da una parte, garantisce il diritto di ogni cittadino a poter usufruire di Opere belle e funzionali, dall’altra, offre anche ai giovani professionisti la possibilità di partecipare ad una selezione meritocratica sui progetti e l’affidamento dell’incarico al vincitore”.
Secondo Diego Zoppi, responsabile del Dipartimento Rapporti con Istituzioni Estere del CNAPPC e Membro del Bureau del CAE, “il dibattito sui Concorsi è di stretta attualità anche in considerazione della revisione della Direttiva Europea in materia di Appalti Pubblici che la Commissione sta conducendo. Sotto la forte influenza dei significativi quanto rapidi cambiamenti geopolitici che l’Europa sta attraversando, la revisione vuole condurre a un mercato europeo più coeso e più forte e soprattutto intende usare il sistema del Public Procurement (che vale il 14% del PIL Europeo) per innovare la produzione di beni di cui gli Appalti trattano, in primis nel mondo delle costruzioni”.
Per Tiziana Campus, responsabile del Dipartimento Concorsi, Lavori pubblici, ONSAI e Consigliere Segretario del CNAPPC, il sistema della qualità non può nascere esclusivamente da norme: "i Concorsi stimolano la concorrenza delle idee, ma per essere realmente efficaci richiedono consapevolezza degli ‘ingredienti’ che generano qualità di volta in volta. Per questo motivo sarà fondamentale investire nella formazione di tutti gli attori della filiera, affinché acquisiscano strumenti culturali, tecnici e giuridici per scegliere con competenza”.
Conclusioni
Dai dati emerge come il concorso di progettazione rappresenti non solo uno strumento di selezione trasparente e meritocratica, ma anche un metodo capace di incidere concretamente sulla qualità architettonica e sulla riduzione dei tempi complessivi di realizzazione delle opere. Se i costi restano comparabili con le altre tipologie di gara, i benefici sul piano qualitativo e organizzativo risultano evidenti.
La sfida, come sottolineato dal CNAPPC, sarà ora quella di consolidare questa procedura, accompagnandola con formazione e consapevolezza, affinché diventi la via ordinaria per la costruzione di opere pubbliche innovative e sostenibili.