Concorso RIPAM per i piccoli Comuni: 63 posti per ingegneri e architetti, domande entro il 23 giugno

Pubblicato il bando per l'assunzione di 178 funzionari a tempo indeterminato nei piccoli Comuni. Per l'area tecnica prevista una sola prova scritta con quesiti su lavori pubblici, urbanistica, sicurezza e gestione del territorio

di Redazione tecnica - 08/06/2026

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Nuova opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione per ingegneri, architetti e professionisti tecnici interessati a operare negli enti locali.

È stato pubblicato sul Portale inPA il bando di concorso indetto dalla Commissione RIPAM per l'assunzione di 178 nuove figure professionali destinate alle amministrazioni che hanno aderito al progetto nazionale finalizzato al rafforzamento della capacità amministrativa e all'innovazione della macchina pubblica.

Concorso RIPAM 2026: 178 posti nei Piccoli Comuni

Per il settore delle professioni tecniche si tratta di una selezione particolarmente interessante. Il bando prevede infatti 63 assunzioni dedicate a funzionari con competenze nell'ambito dell'ingegneria e dell'architettura, chiamati a supportare gli enti nelle attività legate ai lavori pubblici, alla pianificazione urbanistica, alla gestione del territorio e alla realizzazione degli interventi infrastrutturali.

In totale, le 178 assunzioni riguardano quattro diverse aree professionali:

  • 36 funzionari con competenze giuridiche;
  • 47 funzionari con competenze economiche e contabili;
  • 32 funzionari con competenze digitali;
  • 63 funzionari con competenze nell'ambito dell'ingegneria e dell'architettura.

I vincitori saranno assunti a tempo indeterminato nell'Area dei funzionari e dell'elevata qualificazione, nell'ambito di un'iniziativa che punta a rafforzare gli organici degli enti locali attraverso l'inserimento di professionalità specialistiche.

I requisiti per i 63 posti destinati a ingegneri e architetti

Possono partecipare i candidati in possesso dei titoli universitari previsti dal bando nei settori dell'ingegneria, dell'architettura, della pianificazione territoriale, dell'edilizia e dell'ambiente, sia con lauree triennali sia con lauree magistrali, oltre ai titoli equiparati secondo la normativa vigente.

Un chiarimento fornito da Formez ricorda che la verifica dell'effettiva corrispondenza del titolo posseduto ai requisiti richiesti resta in capo al candidato, che dovrà fare riferimento alle equiparazioni previste dalla normativa vigente.

La prova scritta: materie, punteggio e modalità di svolgimento

La procedura concorsuale è particolarmente snella e prevede esclusivamente una prova scritta, senza successivo colloquio orale.

L'esame consisterà in un test composto da 40 quesiti a risposta multipla da svolgere in 60 minuti, con un punteggio massimo pari a 30 punti. Per superare la prova sarà necessario conseguire almeno 21 punti.

La selezione non prevede prove orali né valutazione dei titoli, per cui la graduatoria sarà determinata esclusivamente dal punteggio ottenuto nel test scritto.

Per i candidati dell'area dell'ingegneria e dell'architettura le domande riguarderanno materie strettamente collegate alle attività svolte negli enti locali. Tra queste figurano la normativa sui lavori pubblici, la pianificazione urbanistica, la gestione del territorio, la sicurezza nei cantieri, il rischio sismico e idrogeologico, la valutazione ambientale, la tecnica delle costruzioni, i sistemi informativi territoriali, l'estimo, il catasto e la topografia.

A queste si aggiungono elementi di diritto amministrativo, quesiti di lingua inglese e domande relative alle competenze informatiche e digitali.

Nel bando si precisa che non sarà pubblicata la banca dati dei quesiti prima dello svolgimento dell'esame.

Le regole per la presentazione della candidatura

Tra gli aspetti che meritano maggiore attenzione vi sono le modalità di partecipazione alla procedura.

La candidatura può essere presentata per un solo profilo professionale e, rispetto al profilo scelto, per un solo ambito territoriale tra quelli previsti dagli allegati al bando.

Eventuali errori potranno comunque essere corretti inviando una nuova candidatura entro il termine di scadenza. In questo caso sarà considerata valida esclusivamente l'ultima domanda trasmessa, mentre tutte le precedenti saranno automaticamente annullate.

La scelta del Comune e l'assegnazione della sede

Uno degli aspetti più interessanti della procedura riguarda la fase successiva alla pubblicazione delle graduatorie.

I candidati vincitori potranno infatti scegliere il Comune di destinazione seguendo l'ordine della graduatoria relativa al proprio codice di concorso. I candidati meglio classificati avranno quindi priorità nella scelta della sede tra quelle disponibili nel rispettivo ambito territoriale.

In caso di rinunce o posti rimasti vacanti, il Dipartimento della funzione pubblica potrà procedere allo scorrimento delle graduatorie secondo le modalità previste dal bando.

Scadenza e modalità di invio della domanda

La partecipazione avviene esclusivamente attraverso il Portale inPA utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS. Per accedere alla procedura è inoltre necessario essere in possesso di una PEC personale o di un domicilio digitale e versare il contributo di partecipazione pari a 10 euro.

Le candidature dovranno essere trasmesse entro le ore 12:00 del 23 giugno 2026; dopo tale termine il sistema non consentirà più l'invio delle richieste di partecipazione.

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