Ritiro illegittimo dell’aggiudicazione e Domanda risarcitoria: interviene il Consiglio di Stato

Termine dei 120 giorni, riproponibilità della domanda e criteri per il mancato utile: una guida completa alla nuova decisione del Consiglio di Stato

di Redazione tecnica - 01/12/2025

Quando una stazione appaltante ritira illegittimamente un’aggiudicazione, fino a quando l’operatore economico può chiedere il risarcimento del mancato utile? E cosa succede se, in un precedente giudizio, la domanda risarcitoria è stata dichiarata inammissibile soltanto per un vizio processuale?

Ritiro illegittimo dell’aggiudicazione e domanda risarcitoria: la sentenza del Consiglio di Stato

Ha risposto a queste domande il Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 8609 del 5 novembre 2025, offre una ricostruzione puntuale di questi aspetti, ribadendo principi che, nella pratica, possono fare la differenza tra ottenere o perdere un ristoro economico nel caso di domanda risarcitoria proposta a seguito di ritiro di un’aggiudicazione.

Il caso oggetto della sentenza riguarda un appalto per la demolizione e ricostruzione di una scuola elementare. La società ricorrente aveva ottenuto l’aggiudicazione provvisoria, ma la Giunta comunale aveva annullato in autotutela il provvedimento, contestando le modalità di subappalto delle categorie OS1 e OS23. Di conseguenza l’appalto veniva assegnato al secondo classificato.

La società, quindi, reagiva impugnando gli atti dinanzi al TAR che accertava l’illegittimità del ritiro dell’aggiudicazione. Nonostante l’illegittimità del ritiro dell’aggiudicazione, i giudici di primo grado respingevano la domanda risarcitoria. Quindi si arriva al Consiglio di Stato con una pronuncia davvero molto interessante perché da una parte riforma la decisione del TAR, non entrando però nel merito del danno, e dall’altra dichiara la domanda risarcitoria inammissibile perché proposta con una memoria non notificata.

A quel punto l’impresa la riproponeva autonomamente davanti al TAR, che però la giudicava tardiva. Quindi il nuovo appello al Consiglio di Stato con una pronuncia che si basa su una attenta ricostruzione del quadro normativo di riferimento.

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