Conto Termico 3.0: come ottenere l’incentivo per sostituire l’impianto di riscaldamento con una pompa di calore

Regole applicative GSE del 19 dicembre 2025 e operatività dal 25 dicembre: interventi ammessi nel residenziale (art. 8), requisiti tecnici, incentivo e documentazione Portaltermico

di Redazione tecnica - 12/01/2026

Dopo mesi di attesa, il Conto Termico 3.0 è entrato finalmente nella fase operativa. Le Regole Applicative del GSE sono arrivate il 19 dicembre 2025 e, pochi giorni dopo, dal 25 dicembre 2025, il nuovo meccanismo è diventato pienamente attivo, superando definitivamente il vecchio Conto Termico 2.0.

È un passaggio importante perché, finché non ci sono le regole applicative, un incentivo resta spesso “teorico”. Con quel documento, invece, si definiscono in modo puntuale i criteri tecnici, le modalità di accesso, gli allegati richiesti e le verifiche istruttorie. In altre parole: da quel momento l’incentivo diventa davvero utilizzabile.

Per i privati, il Conto Termico 3.0 è particolarmente interessante perché non funziona come una detrazione fiscale da recuperare in anni, ma come un contributo diretto in conto capitale erogato dal GSE. Questo, nella pratica, cambia completamente la prospettiva: l’incentivo può sostenere l’intervento in tempi rapidi, con un beneficio economico immediato e misurabile.

Conto termico 3.0: gli interventi incentivabili nel residenziale

Prima di entrare nel dettaglio della sostituzione dell’impianto con pompa di calore, è utile chiarire quali interventi sono davvero ammessi nel residenziale. Il Conto Termico 3.0 non è uno strumento “onnicomprensivo” per qualsiasi riqualificazione: nel settore abitativo il perimetro è legato soprattutto agli impianti e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili o a sistemi ad alta efficienza.

Il quadro normativo si fonda sul Decreto 7 agosto 2025 del MASE e, in particolare, l’art. 8 che elenca gli interventi incentivabili di piccole dimensioni in edifici esistenti (o parti di edificio e unità immobiliari esistenti) dotati di impianto di climatizzazione.

In ambito residenziale, in concreto, risultano incentivabili:

  • la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompa di calore elettrica o a gas (energia aerotermica, geotermica o idrotermica), anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • la sostituzione con sistemi ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore;
  • la sostituzione con generatori di calore alimentati da biomassa, inclusi sistemi ibridi o bivalenti con pompa di calore, quando l’intervento ricade nelle condizioni previste;
  • l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o integrazione dell’impianto di riscaldamento, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  • la sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con scaldacqua a pompa di calore;
  • gli interventi di sostituzione dell’impianto con allaccio a teleriscaldamento efficiente;
  • la sostituzione (totale o parziale, anche funzionale) con impianti che utilizzano unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili.

Per alcuni interventi il decreto prevede anche l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore (in particolare oltre determinate soglie di potenza), con l’obbligo di trasmettere al GSE le misure dell’energia termica annualmente prodotta secondo modalità e tempistiche definite.

Questa panoramica chiarisce un punto essenziale: per il residenziale, il Conto Termico 3.0 è uno strumento che serve soprattutto a modernizzare gli impianti e sostituire tecnologie vecchie con soluzioni più efficienti e, in molti casi, basate su fonti rinnovabili.

Perché ci concentriamo sulla pompa di calore

All’interno di questo ventaglio, la sostituzione dell’impianto con pompa di calore (o con un sistema ibrido/bivalente) è oggi una delle scelte più frequenti. Non solo perché consente un miglioramento energetico significativo, ma perché permette anche di ottenere un contributo diretto in tempi rapidi, rendendo più sostenibile un investimento che altrimenti richiederebbe anni per essere recuperato con le detrazioni.

Nel seguito dell’articolo entriamo quindi nel merito di come funziona l’incentivo quando si sostituisce un impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore, soffermandoci su requisiti tecnici, spese ammissibili, calcolo dell’incentivo e documentazione necessaria.

Quando la sostituzione dell’impianto con pompa di calore rientra nel Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente con un nuovo impianto dotato di pompa di calore.

Non si parla quindi di edifici nuovi o in costruzione. La misura riguarda esclusivamente edifici esistenti e impianti già presenti.

Le pompe di calore ammesse possono essere:

  • elettriche;
  • a gas;

e possono sfruttare energia:

  • dall’aria (aerotermia),
  • dal terreno (geotermia),
  • dall’acqua (idrotermia).

La sostituzione può essere anche parziale, ma solo in un caso preciso: quando l’impianto è composto da più generatori di calore. Altrimenti, il principio è chiaro: si sostituisce l’impianto e il nuovo sistema deve servire le stesse utenze del precedente.

Un aspetto importante è che il Conto Termico non incentiva un semplice “cambio macchina”. Le Regole Applicative richiedono che l’operazione sia completata con una serie di accorgimenti che rendono l’impianto realmente efficiente e gestibile, tra cui:

  • la messa a punto e l’equilibratura del sistema di distribuzione;
  • l’installazione di dispositivi di regolazione del calore (come le valvole termostatiche), salvo casi in cui non siano tecnicamente installabili;
  • nei condomìni o negli impianti centralizzati, la contabilizzazione individuale dei consumi.

C’è poi un requisito decisivo: la pompa di calore installata deve avere prestazioni energetiche minime coerenti con i requisiti di ecodesign, dichiarate dal produttore e verificate secondo le norme tecniche previste.

Spese ammissibili: cosa copre davvero l’incentivo del GSE

Una domanda ricorrente è sempre la stessa: l’incentivo riguarda solo la pompa di calore oppure anche le opere collegate?

Il Conto Termico 3.0 considera ammissibili anche le spese necessarie a realizzare la sostituzione in modo completo, non solo il generatore.

Rientrano tra le spese incentivabili:

  • lo smontaggio e la dismissione del vecchio impianto;
  • la fornitura e posa in opera della pompa di calore e delle apparecchiature correlate;
  • le opere idrauliche, elettriche ed edili indispensabili per l’installazione;
  • i sistemi di regolazione e contabilizzazione, quando previsti;
  • per la geotermia, anche le opere di captazione;
  • le prestazioni professionali connesse all’intervento (progettazione, pratiche, ecc.).

Calcolo incentivo Conto Termico 3.0: come si determina il contributo

Qui c’è una differenza decisiva rispetto alle detrazioni.

Il Conto Termico 3.0 non riconosce una percentuale fissa sulle fatture. L’incentivo è calcolato sulla base della producibilità dell’intervento, cioè dell’energia termica che il nuovo impianto può generare in un anno, con coefficienti stabiliti dal decreto e dalle regole tecniche.

In pratica, il contributo dipende da:

  • potenza del generatore;
  • prestazioni stagionali (SCOP o parametri equivalenti);
  • zona climatica;
  • coefficienti di valorizzazione definiti dal meccanismo.

Le modalità di pagamento sono chiare:

  • 2 rate annuali per impianti fino a 35 kW;
  • 5 rate annuali per potenze superiori.

Ma il dato che interessa davvero molti privati è un altro: se l’incentivo complessivo è fino a 15.000 euro, il pagamento avviene in un’unica soluzione. Ed è qui che il Conto Termico cambia prospettiva: non è un recupero lento nel tempo, ma un’entrata diretta, concreta.

La pratica sul Portaltermico: documentazione necessaria per ottenere l’incentivo

La domanda si presenta sul Portaltermico del GSE. Può farla direttamente il soggetto responsabile (cioè chi ha sostenuto la spesa) oppure un soggetto delegato.

La documentazione tipica da predisporre comprende:

  • compilazione della scheda-domanda sul portale;
  • fatture e documenti che attestino i pagamenti;
  • scheda tecnica del generatore installato e prestazioni dichiarate;
  • dichiarazioni di conformità e documentazione impiantistica;
  • eventuali allegati richiesti dal caso specifico.

Per impianti più rilevanti (soprattutto oltre determinate soglie), possono essere richiesti ulteriori elaborati, come:

  • diagnosi energetica ante-operam;
  • APE post-operam.

Nella pratica, è bene ricordarlo: molti problemi non nascono dall’intervento in sé, ma dalla domanda. Una pratica impostata male o documenti incompleti rischiano di rallentare tutto o di compromettere l’esito. Per questo la fase documentale va trattata come parte integrante dell’intervento, non come un passaggio secondario.

Un incentivo che nel residenziale ha finalmente senso

Per il settore residenziale, il Conto Termico 3.0 è una misura che può rendere più sostenibile un intervento spesso necessario: la sostituzione di un impianto vecchio, poco efficiente e ormai fuori standard.

Chi decide di passare a una pompa di calore lo fa quasi sempre con un obiettivo chiaro: ridurre consumi e migliorare comfort. Con il Conto Termico 3.0, questa scelta può essere accompagnata da un contributo diretto, con tempi di erogazione molto più rapidi rispetto ai bonus fiscali.

A patto, però, che l’intervento sia impostato correttamente: requisiti tecnici rispettati, impianto regolato bene, documentazione completa. Perché il Conto Termico è semplice nell’impianto generale, ma non è automatico. È uno strumento operativo: funziona bene quando si lavora bene.

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