Decreto Requisiti Minimi 2025: analisi tecnica di tutte le novità approvate
Approvato in Conferenza Unificata il nuovo decreto: cambiano edificio di riferimento, verifiche energetiche e trasmittanze. Focus sul Conto Termico 3.0
È arrivato. Dopo 5 anni di bozze, rinvii e tavoli tecnici rimasti sospesi, il nuovo Decreto Requisiti Minimi ha ricevuto l’approvazione della Conferenza Unificata delle Regioni. Ora manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Un cambiamento certamente atteso, che in alcuni momenti abbiamo anche dato per perso. Eppure, se ci riferiamo alle sole parti di calcolo, forse non così necessario in un momento in cui il nostro sguardo dovrebbe già tendere al futuro.
Insomma, una norma che sa di passato e che non avremo grandi problemi ad inserire nella nostra quotidianità, nella certificazione e nel progetto degli edifici.
Approvazione con riserva: serve il Conto Termico 3.0
Nel corso della Conferenza Unificata del 30 luglio 2025, il nuovo Decreto Requisiti Minimi ha ottenuto l’intesa da parte delle Regioni, delle Province autonome, dell’ANCI e dell’UPI, ma con una riserva esplicita: tutte le componenti territoriali hanno infatti formulato una raccomandazione formale al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) affinché venga completato senza ulteriori ritardi l’iter di approvazione del Conto Termico 3.0. Questo strumento è ritenuto fondamentale per sostenere economicamente l’adeguamento alle nuove prescrizioni, soprattutto per gli edifici pubblici non residenziali. La richiesta è stata accolta dal rappresentante del Governo, che ha assicurato la prossima presentazione del decreto sul Conto Termico in Conferenza, non appena disponibili i pareri tecnici necessari. L’intesa sul decreto è quindi formalmente approvata, ma con l’impegno politico a garantire le risorse necessarie alla sua applicazione.
Interessante questo punto che ha portato le Regioni ad utilizzare un Decreto attuativo dal taglio pratico, a spingere su un tema centrale come il sistema di incentivi del Conto Termico 3.0, fermo al palo anche lui da troppo tempo.
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