Entro il 23 settembre 2026 le Pubbliche Amministrazioni devono presentare o aggiornare la dichiarazione di accessibilità relativa a ciascun sito web e applicazione mobile di cui sono titolari.
A ricordarlo è AgID, che richiama l’attenzione su un adempimento annuale previsto dalla disciplina sull’accessibilità dei servizi digitali pubblici e finalizzato a rendere conoscibile il livello di conformità dei siti e delle app utilizzati dalle amministrazioni.
L’obbligo trova il proprio riferimento nella Legge n. 4/2004, successivamente modificata dal D.Lgs. n. 106/2018, adottato in recepimento della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.
Dichiarazione di accessibilità 2026: le indicazioni AgID per le PA
La dichiarazione deve riportare lo stato di conformità del servizio digitale rispetto ai requisiti di accessibilità e indicare gli eventuali contenuti, sezioni o funzionalità che risultano non accessibili.
Deve inoltre contenere il riferimento al meccanismo di feedback, vale a dire il canale attraverso il quale cittadini e utenti possono segnalare barriere digitali o richiedere assistenza.
L’adempimento non riguarda quindi genericamente l’ente, ma ciascun sito web e ciascuna applicazione mobile di cui l’amministrazione è titolare, che devono essere verificati separatamente.
Come presentare o aggiornare la dichiarazione di accessibilità su AgID
La procedura deve essere effettuata tramite l’applicativo online messo a disposizione da AgID su form.agid.gov.it.
Per i nuovi siti, una volta completata la compilazione, la piattaforma genera un link univoco che l’amministrazione deve pubblicare nel footer del sito oppure nella sezione dedicata dell’applicazione mobile.
Per le dichiarazioni già pubblicate negli anni precedenti occorre invece riesaminare i contenuti, aggiornare le informazioni ove necessario e, al termine della procedura, confermarne la pubblicazione.
Sulla piattaforma sono disponibili anche il manuale utente e la guida operativa alla compilazione.
RTD e Form AgID: ruoli, accessi e novità operative per il 2026
L’adempimento coinvolge il Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD), i cui riferimenti devono risultare correttamente censiti nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.
Dal 2026 il Form AgID prevede inoltre i profili Amministratore e Delegato: quest’ultimo può essere abilitato all’inserimento delle dichiarazioni di accessibilità e degli obiettivi annuali, mentre il profilo Amministratore gestisce gli utenti associati all’ente.
Prima della compilazione è quindi opportuno verificare non soltanto l’accessibilità del sito o dell’app, ma anche la correttezza dei dati presenti nei sistemi AgID e la disponibilità degli accessi necessari per completare la procedura.
La dichiarazione deve infatti rappresentare lo stato effettivo del servizio digitale e non tradursi nella semplice conferma delle informazioni inserite negli anni precedenti.
Non si tratta, peraltro, di un adempimento privo di conseguenze. AgID ricorda che la mancata pubblicazione della dichiarazione costituisce un inadempimento normativo, con le responsabilità previste dall’art. 9 della Legge n. 4/2004.
Per le amministrazioni, l’inosservanza degli obblighi in materia di accessibilità può quindi assumere rilievo anche sul piano della responsabilità dirigenziale e disciplinare, oltre che ai fini della valutazione della performance dei responsabili.
Scadenza 23 settembre 2026: gli adempimenti finali per le PA
In vista della scadenza, le amministrazioni devono verificare quali siti e applicazioni rientrano nel proprio perimetro, controllare per ciascuno lo stato di accessibilità e aggiornare le dichiarazioni già esistenti.
Per i nuovi servizi sarà necessario completare la prima pubblicazione e inserire il collegamento generato dal sistema, mentre per quelli già censiti occorrerà aggiornare e confermare le informazioni.
Il termine rappresenta quindi anche un momento di verifica del livello effettivo di accessibilità dei servizi digitali messi a disposizione di cittadini e utenti.