Dal DPR 380 al Codice delle costruzioni: il confronto in Sicilia

Professionisti, istituzioni e politica discutono presente e futuro della normativa edilizia tra Salva Casa e riforma nazionale.

di Redazione tecnica - 10/12/2025

Un metodo di lavoro che può segnare la differenza

Accanto ai temi nazionali, il dibattito ha affrontato con grande attenzione la situazione della Regione Siciliana, dove il recepimento del Testo Unico è avvenuto in forma mista, creando inevitabili difficoltà operative. Si è ribadito come, in attesa del nuovo Codice, la Regione possa intervenire per risolvere le criticità più urgenti, evitando che la disciplina edilizia siciliana resti imbrigliata in un modello superato e incoerente.

Il valore dell’iniziativa è stato duplice: contenuti tecnici di alto livello e un metodo di lavoro fondato su confronto interdisciplinare e proposte operative. Una dimostrazione concreta di come gli Ordini professionali possano supportare con efficacia i processi legislativi.

Le riforme che attendono il mondo delle professioni tecniche

Quest’ultimo tema è stato ripreso con forza dal Presidente Lazzari, che ha ricordato come il settore stia vivendo un momento irripetibile di revisione normativa: “Le riforme attese e che stanno velocemente procedendo attraverso, per lo più, disegni di legge delega al Governo riguardano la riforma degli ordinamenti professionali; l’aggiornamento della disciplina edilizia; la revisione dei criteri di determinazione dei compensi dei liberi professionisti; la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio”.

Lazzari ha poi richiamato altri fronti in movimento, come la qualità architettonica e la rigenerazione urbana, sottolineando che “questa contingenza può rappresentare un’occasione straordinaria per riportare le professioni tecniche, e quella dell’Architetto in particolare, ai livelli di qualità auspicati, oppure materializzarsi come un ulteriore appesantimento normativo privo di quei principi indifferibili legati alla semplificazione e alla sburocratizzazione delle procedure”.

Infine, ha richiamato il ruolo sociale e civile della riforma: “Il Codice delle Costruzioni non può essere considerato uno strumento a sé stante, ma deve essere necessariamente ricondotto al diritto del Cittadino di vivere in un Ambiente che abbia la vita come Sua stella polare”.
E ha lanciato un messaggio preciso: “Il confronto tra esperti, politici e portatori di interessi ha creato i presupposti affinché i tecnici vengano coinvolti sin da subito nella scrittura dei decreti delegati, che non potranno discostarsi dai principi sopra enunciati”.

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