Imprese non edili operanti in cantiere e DURC: FINCO sull'iscrizione alle Casse Edili
Dopo il chiarimento del Ministero del Lavoro sul non obbligo di iscrizione, la Federazione ribadisce che serve un sistema pubblico e digitale per il DURC di congruità
“Un chiarimento opportuno e necessario”, alla luce di prassi sempre più estensive da parte di molte Casse Edili.
Così ha commentato FINCO il recente Interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2025, n. 4 in relazione alla questione sull’obbligo di iscrizione alle Casse Edili per imprese non appartenenti al settore edile.
Il Ministero ha ribadito che per tali imprese non sussiste alcun obbligo di iscrizione, ma solo quello di richiedere il DURC di congruità nei casi in cui esse eseguano lavori edili nell’ambito del cantiere.
Una posizione che conferma la linea già tracciata dagli interpelli n. 56/2008 e n. 18/2012, e che la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni ha accolto con favore.
Imprese non edili e obbligo iscrizione a Casse Edili: FINCO sul DURC
Nel comunicato diffuso dalla Federazione, si sottolinea come il nuovo interpello rappresenti un passaggio importante per arginare una “ingiustificata e invasiva interpretazione” che, nel tempo, alcune Casse Edili avrebbero adottato in modo strumentale, arrivando di fatto a esercitare funzioni pubbliche in regime di monopolio.
La posizione ministeriale, evidenzia FINCO, è perfettamente coerente con la giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui l’obbligo di iscrizione sussiste solo per le imprese che “in concreto si occupano prevalentemente di edilizia”.
Il principio di fondo, già espresso negli interpelli precedenti, è che la Cassa Edile è un istituto di natura contrattuale, che trova applicazione solo nel perimetro del settore edile e non può estendersi, per via interpretativa, ad ambiti produttivi diversi.
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