Edilizia scolastica: in Gazzetta Ufficiale le nuove proroghe MIM per adeguamento antisismico e ripristino agibilità
Con due decreti il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha differito i termini di conclusione e rendicontazione degli interventi di edilizia scolastica, fissando nuove scadenze vincolanti e chiarendo le conseguenze in caso di inadempimento
Con due distinti decreti adottati il 31 dicembre 2025 e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio 2026, n. 26, il Ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto nuovamente sul tema delle tempistiche di realizzazione degli interventi di edilizia scolastica, disponendo ulteriori proroghe sia per gli interventi di adeguamento antisismico sia per quelli di ripristino delle condizioni di agibilità finanziati con risorse dell’otto per mille a gestione statale.
Edilizia scolastica: nuove proroghe MIM pubblicate in Gazzetta Ufficiale
Si tratta di un differimento motivato sempre sulla base delle criticità operative riscontrate nella fase di istruttoria e di attuazione degli interventi.
I decreti, entrambi del 31 dicembre 2025, consolidano questo quadro, introducendo nuove scadenze vincolanti e chiarendo, ancora una volta, che si tratta di termini non ulteriormente prorogabili, con conseguenze dirette in caso di mancato rispetto.
Proroga per l’adeguamento antisismico degli edifici scolastici
Il primo decreto riguarda gli interventi di adeguamento degli edifici scolastici alla normativa antisismica, finanziati nell’ambito dei Piani 2018-2021.
Il provvedimento proroga al 30 giugno 2026 il termine per la conclusione dei lavori e per la rendicontazione finale degli interventi.
La nuova scadenza riguarda gli interventi finanziati con i decreti del 30 aprile 2019, n. 392, 9 ottobre 2019, n. 847 e 13 marzo 2020, n. 179.
Il decreto chiarisce in modo netto due aspetti di rilievo operativo:
- il mancato rispetto del termine del 30 giugno 2026 comporta la revoca del finanziamento;
- non saranno concesse ulteriori proroghe, in considerazione della data di avvio dei piani e dei numerosi differimenti già adottati negli anni precedenti.
Dal punto di vista della gestione amministrativa, viene rafforzato il ruolo della Direzione generale competente, chiamata a completare le attività di monitoraggio, istruttoria e, se necessario, di recupero delle risorse già erogate nei confronti degli enti inadempienti.
Interventi di ripristino dell’agibilità finanziati con l’otto per mille
Il secondo decreto interviene invece sugli interventi di ripristino delle condizioni di agibilità degli edifici scolastici, autorizzati con decreto 7 novembre 2023 e finanziati mediante utilizzo delle risorse della quota a gestione statale dell’otto per mille IRPEF.
In questo caso, il MIM dispone:
- la proroga al 31 maggio 2026 del termine ultimo per la conclusione dei lavori;
- l’estensione a tutti gli interventi del termine di rendicontazione fissato al 31 luglio 2026, già previsto da un precedente decreto, superando così la distinzione legata alla conclusione dei lavori entro i dodici mesi dall’aggiudicazione.
Anche in questo caso le scadenze sono tassative, specificando che:
- il mancato rispetto dei termini comporta la decadenza dai contributi;
- le eventuali somme già erogate devono essere restituite al bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione alle risorse dell’otto per mille.
Viene confermata inoltre l’intensificazione delle attività di monitoraggio, alla luce delle criticità emerse in fase esecutiva, spesso legate alla sovrapposizione di più linee di finanziamento e alle interferenze con il regolare svolgimento delle attività scolastiche.
Considerazioni operative
Salvo eventuali spostamenti in avanti delle date, ad oggi le proroghe concesse rappresentano l’ultimo margine temporale per chiudere interventi avviati da anni e considerati strategici sotto il profilo della sicurezza e del diritto allo studio.
Per le stazioni appaltanti e per i responsabili del procedimento, diventa quindi essenziale:
- verificare puntualmente lo stato di avanzamento dei lavori;
- assicurare la corretta e tempestiva rendicontazione sulla piattaforma ministeriale;
- prevenire situazioni di revoca o recupero delle risorse, che avrebbero impatti rilevanti sui bilanci degli enti.
In questo senso, i due decreti rappresentano il passaggio conclusivo di una stagione di interventi che ora deve necessariamente tradursi in cantieri chiusi, lavori ultimati e rendicontazioni complete.