I principi affermati dal Consiglio di Stato
Tra i principi più significativi affermati dal Consiglio di Stato, il CNI ha segnalato:
- la legge n. 49/2023 non si applica automaticamente alle gare pubbliche, regolate da una disciplina speciale e autosufficiente (Codice dei contratti, d.lgs. 36/2023);
- tuttavia, le stazioni appaltanti possono inserire clausole di non ribassabilità per tutelare il compenso professionale minimo, in coerenza con l’art. 108, comma 5, del Codice;
- tali clausole non violano i principi di concorrenza, ma rafforzano la qualità delle prestazioni, in linea con l’art. 8, comma 2, e con i nuovi commi 15-bis e 15-quater dell’art. 41 introdotti dal correttivo n. 209/2024;
- il principio di equo compenso non è estraneo al sistema degli appalti pubblici, ma vi trova concreta attuazione attraverso i parametri ministeriali, i limiti ai ribassi e le verifiche di anomalia;
- le clausole di salvaguardia del compenso professionale, inserite nel bando, devono essere rispettate dagli offerenti e fatte rigorosamente rispettare dalle stazioni appaltanti, pena altrimenti la violazione dei principi posti a tutela della dignità della Professione.