Equo compenso negli appalti: nuova Circolare CNI sulla tutela dei professionisti

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri valorizza una recente sentenza del Consiglio di Stato e invita Ordini territoriali e SA a tutelare il compenso minimo dei professionisti con clausole di non ribassabilità nei bandi

di Redazione tecnica - 30/09/2025

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Le indicazioni della Circolare CNI

Una pronuncia accolta con favore dal CNI in quanto avvalora la posizione da sempre sostenuta dalle rappresentanze istituzionali degli Ingegneri in tema di equo compenso negli appalti pubblici.

Sin dall’entrata in vigore della normativa sull’equo compenso, il Consiglio Nazionale ha ribadito la necessità che, anche nelle procedure di gara per servizi di ingegneria e di architettura, si assicurino compensi proporzionati e dignitosi, attraverso l’adozione dei parametri ministeriali e la limitazione dei ribassi eccessivi.

Questa decisione conferma quindi in modo autorevole tale impostazione di principio, riconoscendo che la tutela dell’equo compenso non è affatto estranea al sistema degli appalti pubblici, ma al contrario vi trova spazio nel rispetto delle regole concorrenziali e a beneficio della qualità delle prestazioni rese alla P.A.

Proprio per questo la Circolare oltre a commentare la pronuncia fornisce precisi inviti agli Ordini territoriali:

  • diffondere i contenuti della sentenza tra gli iscritti, evidenziando il valore della pronuncia come precedente a tutela dell’equo compenso negli appalti pubblici;
  • sensibilizzare le stazioni appaltanti affinché inseriscano nei bandi clausole conformi all’art. 41 del Codice e ai principi dell’equo compenso, ricordando che il Consiglio di Stato ne ha riconosciuto la piena legittimità;
  • vigilare sulle procedure di gara, segnalando al CNI eventuali bandi che prevedano compensi al di sotto dei parametri ministeriali, prestazioni gratuite o ribassi indiscriminati, e supportando i professionisti in eventuali contenziosi;
  • promuovere l’azione di monitoraggio, affinché l’equo compenso diventi un criterio effettivo di qualità delle prestazioni e di tutela del decoro professionale.

L’equo compenso si conferma così non un vincolo burocratico, ma una garanzia di qualità per la collettività e per la stessa Pubblica Amministrazione, chiamata a valorizzare il lavoro intellettuale dei professionisti come fattore essenziale per la buona riuscita degli appalti pubblici.

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