Finanza di progetto: il CNI propone una riforma condivisa dopo lo stop UE alla prelazione del promotore

Dopo la sentenza della Corte di giustizia UE sul diritto di prelazione del promotore, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene in audizione alla Camera, propone una sintesi tra le risoluzioni Mazzetti e Bonelli e chiede una riforma degli articoli 175 e 193 del D.Lgs. n. 36/2023

di Redazione tecnica - 09/07/2026

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Le conseguenze della sentenza C-810/24 della Corte di giustizia dell'Unione europea sul diritto di prelazione del promotore continuano ad alimentare il confronto istituzionale sulla disciplina della finanza di progetto.

Dopo le prime pronunce della giurisprudenza amministrativa che hanno dato applicazione ai principi affermati dalla Corte e dopo il dibattito apertosi sulle modalità di gestione delle procedure in corso, la questione è approdata alla Commissione Ambiente della Camera, nell'ambito della discussione congiunta delle risoluzioni n. 7-00375, a prima firma Mazzetti, e n. 7-00390, a prima firma Bonelli.

Finanza di progetto: il confronto politico dopo la sentenza della Corte di giustizia UE

Nel corso delle audizioni è intervenuto il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, insieme alla Rete delle Professioni Tecniche e al Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati, illustrando la propria posizione e sostenendo la necessità di una soluzione unitaria, che coniughi l'esigenza di garantire certezza giuridica alle procedure già avviate con quella di riformare la disciplina del partenariato pubblico-privato alla luce dei principi affermati dalla Corte di giustizia.

«Il quadro è ormai chiaro: dopo le recenti sentenze disapplicare la prelazione non è colpa grave, mentre mantenerla può esporre l'ente a responsabilità erariale», ha affermato il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, sottolineando come la questione interessi direttamente i professionisti tecnici coinvolti nelle procedure di partenariato pubblico-privato. «È un punto che riguarda direttamente chi, come RUP, deve decidere come muoversi nelle prossime settimane».

Risoluzioni sul project financing: due percorsi diversi ma con obiettivi convergenti

Le due iniziative parlamentari prendono entrambe le mosse dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), che ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nelle procedure di finanza di progetto ad iniziativa privata.

Pur condividendo la necessità di adeguare l'ordinamento nazionale, le due risoluzioni seguono però approcci differenti.

La risoluzione Bonelli concentra l'attenzione soprattutto sulla fase transitoria, chiedendo al Governo di intervenire rapidamente con indicazioni operative rivolte alle stazioni appaltanti e ai RUP per gestire le procedure già avviate. Tra le misure proposte figurano l'eliminazione della clausola di prelazione dal sistema normativo, specifiche linee guida differenziate in base allo stato della procedura e il coinvolgimento degli Ordini professionali nell'aggiornamento delle indicazioni operative destinate ai tecnici.

La risoluzione Mazzetti, invece, guarda soprattutto alla prospettiva futura della finanza di progetto: oltre a prevedere interventi per garantire certezza ai contratti già in essere e alle procedure avviate dopo il correttivo al Codice dei contratti pubblici, propone una revisione degli articoli 175 e 193 del D.Lgs. n. 36/2023, introducendo criteri premiali per l'innovazione, modalità di valutazione meno standardizzate, una maggiore tutela delle idee progettuali del promotore e misure di semplificazione per favorire il ricorso al partenariato pubblico-privato anche nei progetti di minori dimensioni.

L'audizione del CNI: le due risoluzioni possono essere integrate

Nel corso dell'audizione Perrini ha sostenuto che le due risoluzioni non debbano essere considerate alternative ma complementari: «La risoluzione Bonelli offre un percorso operativo utile, differenziato per fase della procedura, e soprattutto prevede il coinvolgimento degli Ordini professionali nell'aggiornamento delle linee guida per i RUP, cosa che accogliamo con favore. La risoluzione Mazzetti aggiunge un tassello altrettanto importante: la certezza giuridica per i contratti già in esecuzione, e proposte tecniche concrete per il futuro della finanza di progetto (criteri premiali, valutazioni non tabellari, semplificazioni per i piccoli PPP) che vanno nella stessa direzione della richiesta di riforma della risoluzione Bonelli».

Secondo il CNI, le due risoluzioni non dovrebbero essere considerate alternative, ma costituire la base di un unico intervento normativo capace di coniugare le misure operative rivolte ai RUP con la riforma strutturale della disciplina del partenariato pubblico-privato.

Diritto di prelazione: il nodo dell'annullabilità delle procedure

Perrini ha anche richiamato un profilo interpretativo meritevole di un ulteriore approfondimento: «Vorrei segnalare un aspetto tecnico che nessuna delle due risoluzioni esplicita. Secondo i primi commenti, il Consiglio di Stato avrebbe qualificato questo vizio come annullabilità e non nullità. Se confermato, significherebbe che non c'è una caducazione automatica: gli atti non impugnati nei termini resterebbero validi. Un chiarimento che, se corretto, aiuterebbe a evitare letture troppo drastiche della sentenza».

Si tratta di un profilo che non trova un'espressa formulazione nelle due risoluzioni parlamentari e che il Presidente del CNI ha richiamato come possibile chiave di lettura delle più recenti pronunce giurisprudenziali.

Questa interpretazione potrà essere chiarita soltanto dall'evoluzione della giurisprudenza, ma nel frattempo evidenzia come il dibattito non riguardi più soltanto la disapplicazione del diritto di prelazione, bensì anche gli effetti prodotti sulle procedure già concluse.

Project financing: le proposte del CNI per modificare il Codice Appalti

In conclusione il Presidente del CNI ha sintetizzato le proposte formulate nel corso dell'audizione: «La prima è un singolo testo che unisca il protocollo operativo di Bonelli con la clausola di certezza giuridica di Mazzetti per i rapporti già consolidati. In secondo luogo si chiede che le proposte tecniche di Mazzetti su premialità e semplificazione confluiscano nella riforma degli articoli 175 e 193 già chiesta da entrambe le risoluzioni. Infine, si chiede al Governo di sollevare formalmente il punto presso la Commissione, nell'ambito del dialogo già aperto sulla procedura di infrazione, prima che si accumulino nuove procedure costruite su un meccanismo di cui non è ancora certa la compatibilità con il diritto europeo».

Infine, il CNI ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con la Commissione Ambiente nella predisposizione di linee guida operative rivolte ai professionisti tecnici, con l'obiettivo di accompagnare l'attuazione della futura riforma della disciplina della finanza di progetto.

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