Cosa deve verificare il tecnico prima di chiudere una CILA
La prima indicazione è di metodo. La regola va cercata nel testo vigente della legge regionale, poi nel regolamento edilizio del Comune, e solo alla fine nella modulistica, che può richiamare adempimenti senza fondarli. Il caso ligure mostra quanto sia facile applicare in buona fede una norma che non esiste più.
Dove esiste un termine di durata la scadenza va seguita fin dalla presentazione, perché la parte non ultimata richiede una nuova comunicazione. Dove la chiusura è legata alle varianti, trascurarla significa lasciare opere difformi da quanto comunicato.
Per i lavori agevolati la verifica va fatta con ancora più attenzione. Se il cantiere è finito e la pratica è aperta, conviene presentare subito la fine lavori con le eventuali varianti, perché farlo in ritardo non cancella i dubbi su quando i lavori si sono conclusi, ma riallinea almeno la pratica a ciò che è stato costruito e toglie un argomento a chi dovesse contestarla.
Anche dove nessuna norma la impone, la fine lavori resta la scelta più prudente, perché fissa la data di ultimazione e mette in fila progetto, opera e planimetria in vista di una compravendita o di un controllo. Una pratica edilizia si apre con un modulo e si chiude con un altro, e quel secondo foglio, che la legge statale tratta quasi come un dettaglio, è spesso quello che racconta come sono andate le cose.