Gare pubbliche di ingegneria e architettura: il 2025 segna l’inversione di tendenza

Secondo l’Osservatorio OICE, le gare pubbliche di ingegneria e architettura chiudono il 2025 con una crescita record: +47% in valore, boom di dicembre e accordi quadro in forte aumento

di Redazione tecnica - 21/01/2026

Il mercato dei servizi di ingegneria e architettura torna a correre e lo fa con numeri che non si registravano da qualche tempo. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio OICE/Informatel sulle gare pubbliche di dicembre 2025, che restituiscono un quadro complessivo nettamente positivo, sia in termini di valore complessivo dei bandi sia per la dinamica di fine anno, che ha segnato la migliore performance di sempre.

Servizi tecnici negli appalti pubblici: la domanda ricomincia a crescere

Nel corso del 2025 sono stati messi in gara circa 2,8 miliardi di euro di servizi tecnici, con un incremento del 47,1% rispetto al 2024, che si era fermato a poco meno di 1,9 miliardi. Un’inversione di tendenza netta, che riporta il mercato su livelli coerenti con la domanda generata dagli investimenti pubblici e dalla coda operativa del PNRR.

Il dato più significativo arriva dal mese di dicembre. Sommando il valore delle gare per servizi di ingegneria e architettura (708,7 milioni) e quello della progettazione esecutiva stimata negli appalti integrati (13 milioni), il valore complessivo raggiunge 721,7 milioni di euro.

Si tratta di una crescita notevole, con il valore mensile più alto registrato dal 2018 a oggi: +294,4% rispetto a novembre 2025 e +161,5% rispetto a dicembre 2024.

Tra le gare di maggiore importo spiccano due accordi quadro di peso rilevante: uno del Ministero della Difesa, articolato in 19 lotti per la direzione lavori (135,2 milioni), e uno di ANAS, in tre lotti, per coordinamento della sicurezza e gestione dei flussi informativi (94 milioni) .

Il ruolo centrale degli accordi quadro

Gli accordi quadro emergono come uno dei principali elementi strutturali del mercato 2025. A dicembre i bandi per accordo quadro sono stati 114, pari al 38,9% del totale dei bandi pubblicati nel mese, ma hanno assorbito il 79,2% del valore complessivo, con 561,3 milioni di euro.

Nel consuntivo annuale, i bandi per accordo quadro sono stati 412, per un valore complessivo di 1,580 miliardi, pari al 59,6% del valore totale delle gare per servizi di ingegneria e architettura. Rispetto al 2024, l’aumento è stato del +72,4% in numero e addirittura del +158,9% in valore.

Numeri che confermano il ruolo centrale di questo strumento, ma che riaprono il tema – ben noto agli operatori – della reale attivazione degli incarichi e della sostenibilità economica delle condizioni imposte in fase di gara.

Gare UE e progettazione: crescita solida anche sul fronte europeo

Sul piano europeo, il 2025 segna una crescita significativa. Le gare UE in Italia aumentano del 66,5% in valore rispetto al 2024, con una crescita più contenuta nel numero (+12,1%). A dicembre, con 208 bandi, l’Italia sale dal sesto al quinto posto in Europa per numero di gare pubblicate.

Particolarmente positivo anche l’andamento delle gare di sola progettazione: nel 2025 sono stati pubblicati 1.073 bandi, per un valore complessivo di 889,9 milioni di euro, con un incremento dell’83,2% in valore rispetto al 2024.

Appalti integrati: progettazione esecutiva in calo

Resta invece più debole il segmento della progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati. Nel 2025 il valore complessivo si è attestato a 171,8 milioni di euro, con un calo del 24,8% rispetto al 2024, mentre il numero dei bandi è sceso dell’8%.

Il dato conferma come, almeno sul fronte dei servizi tecnici, il mercato continui a privilegiare l’affidamento separato della progettazione rispetto al ricorso all’appalto integrato.

Il commento ai dati

“Siamo particolarmente soddisfatti che il 2025 sia andato ben oltre le nostre previsioni, invertendo nettamente, con quasi un +50%, il dato del 2024 che a questo punto speriamo rimanga un caso isolato”, spiega il presidente dell’OICE, Giorgio Lupoi, sottolineando il cambio di passo del 2025, senza nascondere però le criticità che continuano a caratterizzare il mercato. “tre mesi fa avevamo stimato un 2025 a 2,1 miliardi, ma nel mese di dicembre le stazioni appaltanti sono state particolarmente dinamiche determinando un’accelerazione mai vista negli anni scorsi” .

Lupoi evidenzia però tre nodi strutturali che restano aperti e che incidono direttamente sull’operatività degli operatori economici: “Il raddoppio degli accordi quadro rende sempre attuale il tema della certezza delle attivazioni e delle garanzie richieste, spesso eccessive; l’aumento della domanda e la necessità di attrezzarsi per farvi fronte riporta alla necessità di anticipazioni obbligatorie, quando richieste dall’operatore economico, e di livello almeno pari al 20% come negli altri settori; il livello di bandi anomali rimane inalterato, segno che la deregulation del codice appalti e l’eccesso di discrezionalità assegnato alle stazioni appaltanti crea più problemi che benefici. Su questi temi nel 2026 ci impegneremo formulando proposte per migliorare il quadro normativo e confidiamo anche nel varo del bando-tipo 2 da parte dell’Anac.”

Se il bilancio 2025 fotografa un mercato in ripresa, sostenuto dalla programmazione pubblica e dalla fase finale delle opere PNRR, resta quindi aperta la partita del 2026. Su questi fronti, sarà quindi sicuramente importante il confronto con il legislatore.

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