Gare di ingegneria e architettura: a gennaio crollo del mercato

Il report OICE/Informatel di gennaio 2026 fotografa un crollo del valore delle gare SIA dopo l’accelerazione di dicembre, con segnali di debolezza strutturale sul PPP e sugli appalti sopra soglia

di Redazione tecnica - 11/02/2026

L’avvio del 2026 segna una netta inversione di tendenza per il mercato delle gare pubbliche di ingegneria e architettura, delineando un quadro di forte contrazione, soprattutto se confrontato con l’eccezionale accelerazione registrata a dicembre 2025.

La conferma arriva con il nuovo report dell’osservatorio OICE/Informatel, relativo al mese di gennaio, con un valore complessivo dei bandi pubblicati nel mese – dato dalla somma tra le gare per servizi di ingegneria e architettura e la progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati – pari a 64,7 milioni di euro, di cui 53,0 milioni relativi ai servizi SIA e 11,7 milioni riferiti alla progettazione negli appalti integrati.

Servizi di ingegneria e architettura: il 2026 si apre con un brusco rallentamento

Il confronto con il mese precedente evidenzia un crollo del 91,0%, mentre il raffronto con gennaio 2025 segna un –69,5%, confermando un avvio d’anno decisamente debole.

La flessione non emerge solo nel confronto con dicembre. Analizzando l’andamento dei mesi di gennaio dal 2018 al 2026, il primo mese del nuovo anno si colloca tra quelli con il valore di bandi più contenuto dell’intera serie storica.

Ancora più indicativo è il confronto con il 2025: rispetto a tutti i mesi dell’anno precedente, gennaio 2026 risulta il mese con il minor valore complessivo di gare pubblicate, un dato che rafforza l’ipotesi di una fase iniziale di rallentamento del mercato.

Gare SIA: numeri in calo nel breve periodo

Tornando ai dati, nel mese di gennaio 2026 le gare per soli servizi di ingegneria e architettura, al netto degli appalti integrati, sono state 115, per un valore complessivo di 53,0 milioni di euro.

Il dato evidenzia un calo del 60,8% rispetto a dicembre 2025 e -2,5% rispetto a gennaio 2025.

Anche il segmento della sola progettazione mostra un andamento negativo nel breve periodo, con un –91,9% sul mese precedente, a fronte di un sostanziale equilibrio su base annua (+0,5%).

Accordi quadro: pochi bandi, ma valore in forte contrazione

A gennaio sono stati rilevati 6 bandi per accordo quadro, pari al 5,2% del totale delle gare SIA, ma con un’incidenza economica significativa (19,5% del valore complessivo, pari a 10,3 milioni di euro).

Il confronto temporale evidenzia tuttavia un deciso ridimensionamento pari a -94,7% nel numero e -98,2% nel valore rispetto a dicembre; e ancora, -14,3% nel numero e -94,3% nel valore rispetto a gennaio 2025.

Appalti integrati: meno gare, ma importi in forte crescita su base annua

37 le gare di appalto integrato rilevate il mese scorso, con un valore stimato della progettazione esecutiva pari a 11,7 milioni di euro.

Rispetto a dicembre si registra una riduzione del 53,2% nel numero delle gare e una flessione più contenuta del valore dei servizi (-9,8%).

Il confronto con gennaio 2025 restituisce invece un quadro opposto, così sintetizzabile:

  • -14,0% nel numero delle gare;
  • +704,5% nel valore dei lavori;
  • +460,3% nel valore stimato dei servizi di progettazione.

Un dato che conferma come l’appalto integrato continui a concentrare operazioni di dimensione economica sempre più rilevante, pur restando quantitativamente limitato.

Sul fronte del partenariato pubblico-privato, il dato di gennaio si attesta a 476,3 milioni di euro, a fronte di un valore complessivo che nel 2025 aveva raggiunto il valore record di 8,9 miliardi.

Il commento di OICE ai dati

Secondo il Presidente OICE, Giorgio Lupoi, il calo registrato a gennaio va letto innanzitutto come effetto diretto del forte accumulo di gare a fine 2025: “Il dato di questo primo mese dell’anno non ci sorprende più di tanto anche se occorrerà monitorare con attenzione cosa accadrà da qui all’estate. Eravamo rimasti piacevolmente sorpresi dal boom di dicembre, ben oltre le nostre aspettative: le amministrazioni hanno, come si suol dire, svuotato i cassetti con gare anche molto importanti; la pausa quindi è un po’ nell’ordine delle cose”.

Accanto alla fisiologia del ciclo, però, emergono criticità di natura più strutturale, in particolare sul fronte del partenariato pubblico-privato: “Siamo invece preoccupati dagli effetti che potrà produrre la recentissima sentenza della Corte di giustizia europea che ha bocciato il diritto di prelazione contenuto nel codice appalti italiano, misura in vigore dal 1998 a garanzia del promotore. Non vogliamo immaginare cosa accadrà adesso se non si riuscirà a trovare una soluzione giuridica adeguata”.

Nel quadro delineato da OICE restano inoltre centrali i temi della certezza del diritto, del continuo mutamento delle regole, delle clausole contrattuali squilibrate e delle interpretazioni difformi dei parametri ministeriali per la determinazione dei corrispettivi professionali.

Complessivamente, il ridimensionamento con cui si è aperto l’anno, unito alle incertezze normative segnalate da OICE, rafforza l’idea di un comparto ancora fragile, fortemente condizionato dalla stabilità del quadro regolatorio.

Se in generale il calo comprende una componente fisiologica dopo il picco di fine anno, è comunque un segnale che merita attenzione per comprendere se rappresenti una semplice pausa o l’anticipo di una fase più strutturale di contrazione del mercato.

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