Servizi tecnici, primo semestre in crescita: gare per oltre 1,66 miliardi

L’Osservatorio OICE/Informatel registra un aumento del 67,1% rispetto al 2025. Crescono accordi quadro, progettazione e appalti integrati, mentre sul PPP pesa ancora l’incertezza normativa

di Redazione tecnica - 17/07/2026

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Il mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura chiude il primo semestre del 2026 con una crescita molto sostenuta, trainata dall’aumento del valore delle gare, dagli accordi quadro e dalla progettazione esecutiva compresa negli appalti integrati.

Secondo l’aggiornamento al 30 giugno 2026 dell’Osservatorio OICE/Informatel, il valore complessivo dei servizi tecnici messi in gara nei primi sei mesi dell’anno raggiunge 1,662 miliardi di euro, con un incremento del 67,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A contribuire in maniera significativa al risultato è il mese di giugno, con una crescita del 90,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre restano aperte le criticità legate all’equilibrio contrattuale, all’aggiornamento dei parametri, all’utilizzo dei contratti a corpo e all’effettiva attivazione degli accordi quadro.

Servizi di ingegneria e architettura: valore oltre 1,5 miliardi

Nel primo semestre del 2026 le gare relative ai soli servizi di ingegneria e architettura sono state 1.163, contro le 1.011 rilevate nello stesso periodo del 2025. L’aumento numerico è pari al 15,5%, mentre il valore passa da 923,4 milioni a 1.504,4 milioni di euro, con una crescita del 62,9%.

Nel solo mese di giugno sono state pubblicate 190 procedure, per un valore complessivo di 232,4 milioni. Rispetto a maggio il numero diminuisce del 15,6%, mentre il valore rimane sostanzialmente stabile. Il confronto con giugno 2025 evidenzia invece un aumento del 28,4% nel numero e del 90,2% negli importi.

Il primo semestre del 2026 si colloca così al terzo posto nel confronto con lo stesso periodo degli anni compresi tra il 2018 e il 2026, dopo i risultati raggiunti nel 2023 e nel 2022.

Accordi quadro: 620,7 milioni nei primi sei mesi

Continua anche la crescita degli accordi quadro, che assumono un peso sempre più rilevante nel mercato dei servizi tecnici. Nel dettaglio, a giugno sono state pubblicate 33 procedure, per un valore di 115,5 milioni di euro, rappresentando il 17,4% del numero complessivo delle gare mensili e concentrando il 49,7% del relativo valore.

Rispetto all’omologo del 2025, il numero aumenta del 120%, mentre il valore cresce del 94,4%.

Guardando complessivamente al primo semestre del 2026, gli accordi quadro sono stati 184, per un importo di 620,7 milioni di euro. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra un aumento del 102,2% nel numero e del 44,7% nel valore.

La crescita conferma la diffusione di uno strumento che consente alle stazioni appaltanti di programmare più affidamenti all’interno di un unico assetto contrattuale. Resta però il problema della loro effettiva attivazione, perché il valore massimo dell’accordo non coincide necessariamente con il valore degli incarichi che saranno realmente affidati.

Progettazione e appalti integrati ancora in aumento

Il trend positivo interessa anche le gare di sola progettazione: tra gennaio e giugno 2026 sono state pubblicate 561 procedure, per un valore complessivo di 446,4 milioni di euro. Rispetto al primo semestre del 2025, il numero cresce del 32,9% e il valore del 62,4%.

Nel mese di giugno le gare di progettazione sono state 104, per 81,9 milioni di euro, con un aumento del 26,8% nel numero e del 12,2% nel valore rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Cresce inoltre la progettazione esecutiva affidata mediante appalto integrato. Nel primo semestre il valore stimato dei servizi di progettazione compresi in queste procedure ha raggiunto 158,4 milioni di euro, con un aumento del 121,3% rispetto al 2025.

A giugno sono stati rilevati 34 appalti integrati, per lavori del valore complessivo di circa 1,5 miliardi e servizi di progettazione stimati in 24,5 milioni. Il numero delle procedure diminuisce rispetto a giugno 2025, mentre aumenta sensibilmente il loro valore.

PPP: procedure in crescita del 153%

Un aumento particolarmente marcato riguarda le procedure di partenariato pubblico-privato. Nel primo semestre del 2026 ne sono state rilevate 463, contro le 183 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 153%.

Il dato comprende sia gli avvisi pubblicati dalle amministrazioni per sollecitare proposte da parte degli operatori privati, sia le gare avviate sulle proposte dei promotori e sui PFTE delle concessioni.

Nel solo mese di giugno sono stati rilevati sei avvisi di ricerca di promotori, mentre le gare su proposta del promotore sono state 46, con un aumento del 109,1% rispetto a giugno 2025. Non è stata invece pubblicata alcuna gara per concessioni di esecuzione e gestione.

L’incremento numerico segnala una ripresa dell’interesse verso il PPP, anche se la capacità delle iniziative di trasformarsi in affidamenti e investimenti effettivi dovrà essere valutata nei prossimi mesi.

Un mercato in crescita, ma non privo di criticità

“Molto positivo l’andamento dell’ultimo mese che consolida il valore della domanda di ingegneria e architettura, anche della sola progettazione, collocandosi al terzo posto dal 2018 ad oggi, dopo il boom Pnrr del 2023 e 2024”, ha commentato il presidente OICE Giorgio Lupoi, guardando ai dati dell'Osservatorio. “Siamo convinti che se si riuscissero ad individuare le soluzioni normative all’avvenuta abrogazione del diritto di prelazione, anche il PPP, comunque in recupero sui mesi precedenti, potrebbe contribuire al rilancio di un settore, soprattutto nelle aree urbane, che comunque in prospettiva qualche assestamento lo subirà”.

La distanza tra la crescita del numero delle procedure e quella degli importi mostra, però, un mercato sostenuto in misura rilevante da gare di grandi dimensioni e accordi quadro. Proprio per questo, il dato della pubblicazione dovrà essere verificato nella fase successiva, quando sarà possibile misurare gli affidamenti effettivamente attivati e le prestazioni realmente eseguite.

“Rimane sempre in piedi la necessità di incidere sul piano delle regole correggendo o cercando di limitare alcune storture che ancora pesano fortemente sugli operatori del settore: dai parametri ministeriali non aggiornati che rendono di default non equo il compenso e che dovrebbero essere rivisti a tutto tondo, al problema dei contratti a corpo usati in modo vessatorio e al tema degli accordi quadro che a volte rimangono sulla carta vanificando gli sforzi organizzativi ed economici degli affidatari”, spiega ancora Lupoi.

Se la crescita della domanda rappresenta quindi un segnale favorevole, la tenuta del mercato dipenderà anche dalla qualità dei documenti di gara, dall’equilibrio delle condizioni contrattuali e dalla capacità delle amministrazioni di trasformare gli importi programmati in incarichi effettivamente affidati.

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