Transizioni e governo del territorio: a Napoli la XIV Giornata internazionale di Studi INU
Appuntamento il 12 e il 13 dicembre presso il Dipartimento di Architettura dell'Università Federico II: oltre 110 contributi, sessioni parallele, tavole rotonde e un confronto scientifico sul futuro dell’urbanistica italiana.
La Giornata internazionale di Studi dell’Istituto Nazionale di Urbanistica torna, con la XIV edizione, il 12 dicembre negli spazi del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II a Napoli, con un titolo che già da solo sintetizza il cuore del dibattito contemporaneo: “Transizioni mirate/transizioni deviate”.
XIV Giornata internazionale di Studi INU: il programma e le voci dell’urbanistica italiana
Un appuntamento che, anno dopo anno, si è consolidato come uno dei momenti più significativi per chi si occupa di pianificazione e governo del territorio, grazie alla capacità di mettere insieme ricerca, accademia e pratiche professionali.
Quest’anno sono circa 110 i contributi raccolti attraverso il call for paper, che hanno dato forma a un programma molto ricco: sessioni parallele, una sessione speciale, tavole rotonde e la plenaria d’apertura “Tre modi di vedere la transizione” (accessibile anche da remoto), con interventi di Enrico Gualini, Marco Cremaschi e Patrizia Gabellini, coordinati da Francesco Domenico Moccia.
L’apertura seguirà i saluti di Maria Rosaria Santangelo (Direttrice del Dipartimento di Architettura), e dei presidenti di INU e INU Campania, Michele Talia e Pasquale De Toro.
A chiudere la giornata, una tavola rotonda coordinata dal presidente Michele Talia con Andrea Arcidiacono, Bertrando Bonfantini, Francesca Calace, Sandro Fabbro, Valeria Lingua, Francesco Domenico Moccia, Chiara Ravagnan e Michelangelo Russo.
La Giornata come luogo di crescita formativa e culturale
«È molto importante l’incontro in presenza perché è all’interno di un processo di approfondimento e miglioramento della qualità delle relazioni», afferma il responsabile scientifico, Francesco Domenico Moccia, mettendo subito a fuoco il senso profondo della manifestazione. E spiega che ogni contributo attraversa un percorso accurato: selezione degli abstract, stesura integrale, revisione da parte di esperti, confronto tra pari. Non un rituale formale, ma una precisa scelta di metodo: «Invece di essere una vetrina o un elenco di titoli e pubblicazioni, il Comitato Scientifico ha scelto di praticare l’accademia nel senso più nobile: un luogo di confronto come strumento di crescita intellettuale e conoscitivo».
Grande spazio è riservato anche ai giovani professionisti: «Grande importanza ha la partecipazione di INU Giovani», sottolinea Moccia, ricordando che saranno presenti in tutte le sessioni e protagonisti di due tavole rotonde dedicate. Un coinvolgimento che è un investimento sulla capacità di esplorare delle nuove generazioni «le tematiche di frontiera, quelle che più di tutte li appassionano e fanno esprimere la loro curiosità e ricerca d’innovazione».
Università, tecnici e amministrazioni: il ruolo sociale dell’urbanistica
La riflessione di Moccia tocca un punto essenziale per chi si occupa di pianificazione: il rapporto tra ricerca, didattica e territorio. «L’università come luogo privilegiato, anche se non unico, di elaborazione della conoscenza, è chiamata in causa nella sua attività sociale, di proiezione sul territorio». Ruolo che, avverte, spesso resta sullo sfondo perché i criteri di valutazione premiano soprattutto produzione scientifica e attività didattica.
L’INU intende valorizzare questa dimensione più pragmatica dell’urbanistica, essenziale per la formazione dei tecnici e per il funzionamento di un sistema decisionale che coinvolge professionisti, amministratori, livelli istituzionali diversi.
Richiamando l'importanza di osservare il territorio “dal basso”, evitando che i cambiamenti producano nuove disuguaglianze, Moccia spiega che «Un indirizzo equo della transizione non prescinde dalla comunità». Da qui anche l’impegno dell’INU nella riforma dell’urbanistica, supportata da un lavoro conoscitivo che incide sia nella fase diagnostica sia in quella previsionale.
Sul punto, Moccia richiama alcuni temi emersi dagli studi, quali la valorizzazione dei servizi ecosistemici, anche stabilendo un valore economico, l’adeguamento della legge sui parchi, l’urgenza di una politica per la casa, il riequilibrio territoriale, soprattutto nelle aree interne, la rigenerazione urbana orientata alla transizione.
Sessioni, tavole rotonde e sessione speciale
Le sessioni parallele affronteranno temi cruciali: approccio ecosistemico alla pianificazione, strategia paesaggistica, università civica, piani e biodiversità, responsabilità nella transizione, diritto alla casa, spazio pubblico, energia, ricostruzione e rigenerazione urbana, fragilità territoriali, pratiche di comunità, pianificazione d’area vasta.
La sessione speciale sarà dedicata a: “Territorio e Città Smart e Sostenibili: l’innovazione efficace per la Transizione Ecologica”.
Le tavole rotonde toccheranno temi differenti ma connessi: dalle città smart alla governance porto-città, dai rischi come driver cognitivi alle aree porto come laboratori territoriali, fino al rapporto tra governo del territorio e sicurezza urbana, senza dimenticare accessibilità, inclusione ed Ecopoli.
Infine, il 13 dicembre sarà dedicato al Premio Letteratura Urbanistica, con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti.
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