Detrazioni ristrutturazioni edilizie 2026: il Fisco aggiorna la Guida
Il documento recepisce le modifiche della legge di Bilancio 2026, evidenziando le nuove percentuali 2025-2027, il limite per redditi oltre 75.000 euro e le condizioni per l’accesso al 50% sull’abitazione principale
L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la Guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, recependo le modifiche introdotte dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026) e coordinandole con gli interventi già operativi dal 2025.
Il documento ricostruisce in modo sistematico le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR, applicabili agli interventi su singole unità immobiliari, parti comuni condominiali e pertinenze.
Negli ultimi anni la disciplina è stata progressivamente stratificata: prima la rimodulazione delle aliquote, poi l’introduzione dell’art. 16-ter con il limite alle spese detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, quindi la differenziazione delle percentuali in base alla tipologia di immobile e alla qualifica soggettiva di chi sostiene la spesa.
La legge di Bilancio 2026 si inserisce in questo quadro prorogando anche per quest’anno le maggiori detrazioni previste per l’abitazione principale.
La Guida dell'Agenzia delle Entrate: nuova edizione 2026
La Guida non modifica l’impianto complessivo, ma lo consolida e ripercorre, con taglio sistematico, percentuali, limiti di spesa, requisiti soggettivi, interventi ammessi, modalità di pagamento e documentazione da conservare.
Queste le sezioni che compongono il documento:
- La detrazione per il recupero del patrimonio
edilizio
- In cosa consiste
- Chi può usufruirne
- La misura della detrazione e i limiti di detraibilità
- Per quali interventi
- Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali
- Quando si trasferisce la detrazione
- L’agevolazione IVA
- Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
- Lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione
- La detrazione del 75% per eliminare le barriere
architettoniche
- In cosa consiste
- I beneficiari della detrazione
- Per quali interventi
- Pagamento delle spese
- Le agevolazioni per l’acquisto e la costruzione di box
e posti auto
- Costruzione del box pertinenziale
- Acquisto di box pertinenziale
- La detrazione per acquisto o assegnazione di immobili
già ristrutturati
- In cosa consiste
- A chi spetta
- Quando può essere richiesta
- Come pagare e quali documenti conservare
- La detrazione degli interessi passivi sui mutui per
ristrutturare casa
- In cosa consiste
- A chi spetta
- Le condizioni per richiederla
- Per saperne di più: normativa e prassi
Partendo da questa articolazione, vale la pena scendere nei singoli capitoli per capire in quali passaggi le novità 2025-2026 producono effetti concreti.
La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio
Le agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio consistono in una detrazione dall’IRPEF di una quota delle spese sostenute, ripartita in dieci rate annuali di pari importo.
La detrazione spetta ai possessori o detentori dell’immobile che sostengono la spesa. La differenza sostanziale, per il 2025 e il 2026, riguarda le aliquote maggiorate: il 50% si applica solo agli interventi sull’abitazione principale quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento. Negli altri casi si applica l’aliquota ordinaria prevista dalla norma.
Il sistema delle percentuali è ora articolato nel tempo.
Percentuali di detrazione
Per le spese 2025-2026:
- 50% su abitazione principale (con requisiti soggettivi specifici)
- 36% negli altri casi
- limite di 96.000 euro per unità immobiliare
Nel 2027 la detrazione sarà pari a:
- 36% per abitazione principale
- 30% negli altri casi
- sempre con limite di 96.000 euro
Dal 2028 al 2033 la percentuale scenderà al 30% con limite di 48.000 euro, mentre dal 2034 sarà pari al 36% con un massimale di 48.000 euro.
A questo si aggiunge il nuovo limite complessivo alle spese detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, che può ridurre in concreto il beneficio fruibile.
Dal 2025 non è più ammessa la detrazione per la sostituzione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Per quali interventi
La detrazione riguarda interventi su unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali.
Il riferimento resta la classificazione dell’art. 3 del Testo Unico dell’edilizia:
- manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni)
- manutenzione straordinaria
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia
Sono esclusi gli immobili a destinazione produttiva, commerciale o direzionale.
Rileva in modo decisivo la qualificazione urbanistica dell’intervento: la detrazione spetta solo se l’opera rientra tra gli interventi di recupero edilizio e non configura una nuova costruzione.
Le regole da rispettare
Il beneficio è subordinato al rispetto di alcuni adempimenti ormai consolidati:
- pagamento tramite bonifico “parlante”
- corretta indicazione dei dati fiscali
- rispetto del titolo edilizio richiesto dalla normativa vigente
- trasmissione dei dati all’ENEA nei casi previsti
Sul piano documentale, devono essere conservati fatture, ricevute, bonifici e, per gli interventi condominiali, la documentazione rilasciata dall’amministratore.
Quando si trasferisce la detrazione
In caso di vendita dell’immobile, la detrazione residua si trasferisce all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto.
L’agevolazione IVA
Accanto alla detrazione IRPEF, la Guida dedica un capitolo specifico all’IVA agevolata, che resta un elemento rilevante nella gestione economica dell’intervento.
Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali si applica l’aliquota del 10%, con la disciplina dei cosiddetti beni significativi. È fondamentale la corretta indicazione in fattura del valore della prestazione e del valore dei beni forniti.
Per gli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia l’aliquota del 10% si applica in modo più ampio alle prestazioni rese in base a contratti di appalto.
Restano esclusi dall’IVA agevolata i materiali acquistati direttamente dal committente, le prestazioni professionali e le fatture emesse in regime di subappalto con aliquota ordinaria.
Eliminazione barriere architettoniche: la detrazione del 75%
La Guida richiama anche la disciplina della detrazione del 75% per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche.
L’agevolazione riguarda le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 ed è ripartita in quote annuali, con modalità diverse a seconda dell’anno di sostenimento della spesa.
Si tratta di una misura autonoma rispetto alla detrazione ordinaria per ristrutturazione, anche se può sovrapporsi agli interventi già ricompresi nell’art. 16-bis del TUIR.
Le agevolazioni per box e posti auto
La detrazione spetta sia in caso di costruzione sia in caso di acquisto di box o posti auto pertinenziali, a condizione che sussista il vincolo pertinenziale con un’unità abitativa.
Anche in questo caso valgono le regole ordinarie su pagamento tramite bonifico, documentazione e limiti di spesa.
La detrazione per immobili già ristrutturati
È prevista la detrazione anche quando si acquista un’unità immobiliare facente parte di un edificio interamente ristrutturato da un’impresa di costruzione o ristrutturazione immobiliare.
Il beneficio si calcola su una quota forfettaria del prezzo di vendita, entro il limite massimo previsto per la detrazione ordinaria, a condizione che la vendita o l’assegnazione avvenga entro il termine stabilito dalla fine dei lavori.
Non si tratta quindi di una detrazione legata alla spesa sostenuta per i lavori, ma all’acquisto dell’immobile già ristrutturato.
La detrazione degli interessi passivi sui mutui
Il Fisco ricorda infine la possibilità di detrarre gli interessi passivi sui mutui contratti per la ristrutturazione dell’abitazione principale, nel rispetto delle condizioni previste dal TUIR.
Si tratta di un’agevolazione distinta dalla detrazione per i lavori, ma che può incidere in modo significativo sul costo complessivo dell’intervento, soprattutto nei casi in cui la ristrutturazione sia finanziata tramite mutuo.
Considerazioni finali
La Guida di febbraio 2026 non introduce nuove detrazioni, ma consolida un sistema che negli ultimi anni è stato rimodulato più volte.
Il 50% non è più una percentuale generalizzata. Si applica solo in presenza di condizioni precise: abitazione principale, titolarità di un diritto reale, anno di spesa corretto. Negli altri casi l’aliquota scende e, dal 2027 in poi, la riduzione diventa strutturale.
Il limite per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro aggiunge un ulteriore elemento di valutazione preventiva.
Prima ancora dell’aliquota, resta decisiva la corretta qualificazione urbanistica dell’intervento, la posizione soggettiva di chi sostiene la spesa e il rispetto degli adempimenti formali.
Documenti Allegati
Guida