Impugnazione dell’aggiudicazione e pubblicazione degli atti: interviene il TAR

Il TAR Sicilia (sentenza n. 2348/2025) chiarisce quando decorre il termine per impugnare l’aggiudicazione di una gara ai sensi del nuovo Codice dei contratti

di Redazione tecnica - 01/12/2025

Quando una gara può dirsi davvero “conosciuta” dagli operatori? Il semplice avviso di aggiudicazione basta per far partire il conto alla rovescia dei 30 giorni entro i quali è possibile impugnare l’esito della procedura? Oppure, come spesso accade nella pratica, tutto ruota intorno alla pubblicazione dell’offerta dell’aggiudicatario e dei verbali sulla piattaforma telematica?

Impugnazione dell’aggiudicazione e pubblicazione degli atti: la sentenza del TAR Sicilia

Ha risposto a queste domande il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia che, con la sentenza n. 2348 del 24 ottobre 2025, è intervenuto su una problematica molto rilevante che riguarda la quasi totalità delle procedure digitali e che è notevolmente cambiata con la riforma del Codice dei contratti pubblici di cui al D.Lgs. n. 36/2023: la “conoscenza legale” dell’aggiudicazione e quali sono le responsabilità della stazione appaltante.

Il caso oggetto dell’intervento dei giudici di primo grado riguarda una gara di appalto suddiviso in dieci lotti per la manutenzione dei mezzi destinati alla raccolta rifiuti. Il lotto interessato dalla controversia prevedeva la manutenzione quadriennale di 16 autocompattatori e aveva attirato l’attenzione di undici operatori economici, con offerte piuttosto competitive.

L’aggiudicazione era stata adottata il 14 aprile 2025 e comunicata qualche giorno dopo ai sensi dell’art. 90 del Codice dei contratti. Sulla carta tutto sembrava procedere come previsto. Ma verificando la piattaforma digitale della gara emergeva un problema evidente: non risultavano pubblicati né l’offerta dell’aggiudicatario, né i verbali, né gli atti alla base dell’aggiudicazione.

Gli operatori secondi e terzi classificati hanno, quindi, iniziato a sollecitare la stazione appaltante, chiedendo la messa a disposizione dei documenti. Anche a metà maggio, però, il portale riportava ancora lo stato “in aggiudicazione”. Solo il 9 giugno 2025 la documentazione veniva finalmente caricata.

È a quel punto che le imprese decidevano di impugnare. L’amministrazione, però, rispondeva sostenendo che il termine dei 30 giorni fosse già scaduto, facendo decorrere tutto dalla comunicazione del 17 aprile. È da qui che nasce il cuore della questione.

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