Incentivi funzioni tecniche negli enti locali: la Corte dei Conti esclude il personale di staff

La Corte dei Conti Campania, con la delibera n. 216/2025/PAR, chiarisce che il personale di staff politico non può percepire gli incentivi ex art. 45 del Codice.

di Redazione tecnica - 29/10/2025

Incentivi funzioni tecniche: l'evoluzione della norma nel Codice Appalti

L’art. 45 del D.Lgs. 36/2023 disciplina la destinazione di risorse economiche a titolo di incentivo per le funzioni tecniche connesse alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture.

Il comma 2 stabilisce che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti “destinano risorse finanziarie (…) per le funzioni tecniche svolte dal proprio personale”, precisando che tali risorse devono essere a carico degli stanziamenti previsti per ciascuna procedura.

Le attività incentivate sono puntualmente elencate nell’Allegato I.10, che individua - in modo tassativo - le fasi e i ruoli ammissibili: programmazione della spesa, progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza, verifica e collaudo, direzione dell’esecuzione, fino alla gestione dei flussi informativi.

Si tratta, come rilevato dalla Corte, di attività gestionali e tecniche, strettamente collegate alla funzione amministrativa di esecuzione del contratto.

La ratio della norma è duplice:

  • valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni pubbliche, riducendo il ricorso a consulenze esterne;
  • premiare le competenze tecniche che contribuiscono direttamente alla realizzazione delle opere pubbliche e al corretto impiego delle risorse.

Le modifiche introdotte dal Correttivo e dal Decreto Infrastrutture

Le successive modifiche legislative hanno ampliato la platea dei beneficiari:

  • il d.lgs. n. 209/2024 ha sostituito il termine “dipendenti” con “personale”, estendendo in astratto la possibilità di accesso anche a figure dirigenziali, superando il principio di onnicomprensività del trattamento economico di cui all’art. 24 del d.lgs. 165/2001;
  • il D.L. 73/2025 (cd. Decreto Infrastrutture 2025), convertito in legge n. 105/2025, ha confermato tale deroga, imponendo tuttavia la trasmissione agli organi di controllo dei compensi erogati ai dirigenti.

La Corte, pur riconoscendo tale ampliamento, precisa che l’estensione non riguarda categorie che non svolgono funzioni tecniche gestionali, come nel caso del personale di staff politico.

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