Affidamento diretto sottosoglia: l’obbligo di motivazione resta anche in presenza di discrezionalità

Il TAR Sardegna ricorda che anche negli affidamenti diretti, pur caratterizzati da ampia discrezionalità, la stazione appaltante deve spiegare le ragioni della scelta e rispettare la lex di gara.

di Redazione tecnica - 07/10/2025

Analisi tecnica

Il TAR Sardegna affronta con grande chiarezza il punto di equilibrio tra discrezionalità e obbligo di motivazione, toccando tre aspetti operativi di forte impatto per chi gestisce o partecipa a procedure sotto soglia.

1. L’affidamento diretto non è una “zona franca”
La natura fiduciaria dell’affidamento diretto non significa assenza di regole. Quando l’amministrazione decide di “procedimentalizzare” la scelta — ad esempio con una RDO su MEPA — si vincola automaticamente alle regole che si è data.

Nel caso esaminato, il capitolato ammetteva espressamente l’uso di impianti di stoccaggio, ma la Commissione ha applicato criteri diversi da quelli fissati, incorrendo in un vizio evidente di eccesso di potere.

2. La motivazione come strumento di trasparenza
L’obbligo di motivare serve a garantire non solo i concorrenti, ma anche l’amministrazione stessa. Una decisione chiara, coerente e documentata è la miglior difesa contro ricorsi e contestazioni.

La semplificazione introdotta dal nuovo Codice non elimina il dovere di rendere comprensibili le scelte: ogni affidamento diretto deve essere “tracciabile” e spiegato, soprattutto quando comporta esclusioni o valutazioni tecniche.

3. L’errore tecnico come vizio di legittimità
Il TAR ha riconosciuto che la Commissione ha escluso l’impresa per motivi che non trovavano riscontro nei documenti di gara. Un errore fattuale, in questo caso, basta per far cadere l’intero impianto dell’aggiudicazione.

Anche negli affidamenti diretti, il giudice amministrativo può intervenire quando la decisione risulta manifestamente illogica o contraddittoria rispetto alle premesse fissate dalla stazione appaltante.

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