Legge di Bilancio 2026: le novità per appalti pubblici e caro materiali

Prezzario nazionale, Osservatorio MIT e nuove regole sulla revisione prezzi nei contratti pubblici: le novità della Legge di Bilancio 2026

di Rosamaria Berloco - 09/01/2026

Prime considerazioni

La Legge di Bilancio 2026 segna certamente una tappa rilevante nella gestione del fenomeno del caro materiali: dopo anni caratterizzati da interventi emergenziali, frammentati e stratificati, il legislatore tenta di accompagnare il sistema verso un assetto più stabile, sistemico e orientato al medio-lungo periodo.

Un primo elemento positivo è rappresentato dal fatto che l’intervento normativo non si innesta più sull’art. 26 d.l. 50/2022, ma introduce una disciplina autonoma che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe costituire il punto di approdo definitivo del regime transitorio. La previsione di meccanismi destinati a operare fino alla fine dei lavori lascia infatti intendere la volontà di chiudere la stagione delle proroghe annuali e delle soluzioni emergenziali, per traghettare la materia verso un quadro regolatorio più organico e stabile.

Particolarmente significativa è anche l’introduzione del prezzario nazionale quale benchmark di riferimento. Il sistema dei prezzari per le opere pubbliche ha storicamente sofferto di criticità strutturali, che la crisi del caro materiali ha ulteriormente accentuato, mettendo in luce un impianto non solo poco efficiente, ma anche giuridicamente fragile, con ricadute rilevanti in termini di incertezza operativa e contenzioso. In questa prospettiva, la riforma si propone di colmare un vuoto strutturale, introducendo un elemento di coordinamento e razionalizzazione che finora era mancato.

Accanto a tali profili positivi, emergono tuttavia elementi di criticità non trascurabili.

In primo luogo, sebbene il prezzario nazionale sia formalmente qualificato come strumento di “supporto”, l’obbligo imposto a Regioni e stazioni appaltanti di motivare espressamente eventuali scostamenti rispetto alle stime e alle soglie ivi indicate potrebbe, in concreto, tradursi in una compressione dell’autonomia regionale, con il rischio che un parametro di riferimento assuma una valenza sostanzialmente vincolante. Molto dipenderà, in tal senso, dalle modalità applicative e dal grado di rigidità con cui tale obbligo motivazionale verrà valutato.

Ulteriori criticità si manifestano sul piano finanziario. Il comma 494 sancisce espressamente l’assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, imponendo alle stazioni appaltanti di assorbire i maggiori costi derivanti dal nuovo sistema di approvazione dei SAL attraverso risorse interne e attualmente disponibili.

Ancora più delicato è il meccanismo di reintegro previsto dal comma 493. L’obbligo di ripristinare le risorse destinate alla revisione prezzi anche mediante la riduzione di opere inserite nella programmazione triennale o nell’elenco annuale rischia di innescare una significativa erosione degli investimenti, in cui la sostenibilità economica di un singolo intervento viene assicurata a scapito della realizzazione di altri, con potenziali ricadute negative sull’intero ciclo della programmazione pubblica.

Infine, anche in questa manovra non mancano “i grandi assenti”, ossia i contratti che, pur continuando ad applicare il d.lgs. 50/2016, presentano un termine di presentazione delle offerte successivo al 30 giugno 2023. Per tali fattispecie sembrerebbe restare ferma l’applicazione del c.d. “decreto Infrastrutture” (art. 9 del D.L. 73/2025), che ha esteso il meccanismo di revisione prezzi di cui all’art. 60 del D.Lgs. n. 36/2023 anche a contratti anteriori al nuovo Codice, ma entro un perimetro applicativo ben delimitato (per un approfondimento si rinvia al Paper “Caro materiali e appalti pubblici: aggiornato alle novità introdotte dal primo correttivo al Codice 36/2023 e al decreto Infrastrutture”).

Sarà quindi la prassi applicativa, e verosimilmente anche il contenzioso, a chiarire nei prossimi mesi la reale portata e la tenuta del nuovo impianto normativo, nonché la sua capacità di coniugare sostenibilità finanziaria, certezza giuridica e continuità nella realizzazione delle opere pubbliche.

Avremo modo di vedere nel dettaglio le novità nella diretta streaming sul mio canale YouTube il programma il 29 gennaio 2026 alle ore 18.00; si suggerisce di iscriversi gratuitamente al canale per non perdere la diretta.

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