Mercato delle costruzioni 2026-2029: cosa accadrà senza Superbonus e senza PNRR?

L’analisi del 39° Rapporto Congiunturale Cresme e le prospettive di un settore che entra in un nuovo ciclo economico tra produttività, innovazione e capacità competitiva

di Redazione tecnica - 10/12/2025

Di fronte al rapido esaurirsi dei due grandi booster che negli ultimi anni hanno sostenuto la crescita del comparto - Superbonus e PNRR - quale sarà la traiettoria del mercato delle costruzioni nel triennio 2027-2029? Cosa succederà adesso che gli incentivi fiscali hanno subito una notevole riduzione e che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza volge al termine?

Senza Superbonus e senza PNRR: il futuro delle costruzioni nel nuovo rapporto Cresme

Sono queste le domande al centro del 39° Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme, delineando uno scenario che non indulge al pessimismo, ma che obbliga a guardare con lucidità a una fase completamente nuova: la fine della spinta straordinaria e l’inizio di un ciclo economico fondato sulla produttività, sull’innovazione, sulla competitività delle imprese e sulla capacità reale di leggere le trasformazioni sociali, finanziarie e tecnologiche.

La prima cesura è temporale: il 31 agosto 2026 termina la finestra di spesa del PNRR. Dei circa 190 miliardi previsti tra il 2021 e il 2026, la metà è ricaduta direttamente o indirettamente sul settore delle costruzioni. È stato un fiume di risorse che ha permesso di reggere l’urto post-pandemico, assorbire gli shock inflattivi e sostenere una crescita dell’occupazione che, dal 2019, per il 31% è dovuta proprio alle costruzioni.

Con la chiusura del programma europeo, resteranno certamente residui del Piano nazionale complementare e si attiveranno progressivamente i Fondi strutturali 2021-2027, ma la loro capacità espansiva non è minimamente paragonabile alla portata del PNRR.

Come mantenere quindi il ritmo degli investimenti pubblici e delle grandi opere senza la liquidità straordinaria provenuta dall’Europa?

La spesa 2025-2026 sarà ancora molto elevata, per inerzia e per i progetti già in corso, ma dal 2027 si apre una fase in cui la sostenibilità finanziaria dei pagamenti dovrà poggiare su meccanismi ordinari. È un banco di prova anche per la tenuta dei bilanci pubblici, perché attorno alla regolarità dei pagamenti ruota la credibilità complessiva del sistema.

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